A Palermo e Piacenza nel mese di settembre nasceranno le due prime “esperienze” di Agorà dell’Abitare: un nuovo processo che intende andare oltre al semplice progetto attraverso la concretizzazione di una CSR condivisa.
L’abitare è al centro del nostro progetto d’impresa: “ogni persona ha diritto alla propria casa ideale” è la mission dell’azienda definita da tutti i Collaboratori attraverso il percorso di Vision iniziato nel 2010.
La crisi economica ha accentuato “il problema casa” che ha coinvolto un numero sempre maggiore di famiglie. L’accesso ad un’abitazione o l’impossibilità di vivere in condizioni abitative sane e dignitose, come evidenzia il recente studio di Caritas, ha rappresentato uno tra i problemi più gravi dello scenario dell’Italia, determinando fenomeni crescenti di marginalità ed esclusione sociale, per molte persone e famiglie.
L’abitare non è solo un tetto, ma è il simbolo di una relazione con gli altri, con la comunità nel quale è possibile realizzarsi.
Come azienda come possiamo rispondere a questa emergenza? Come azienda impegnata nell’abbellimento, la costruzione e la manutenzione della casa, quali azioni concrete intendiamo mettere in atto per rispondere a questo appello?
La filantropia non è una risposta; non è sostenibile nel lungo periodo e ha effetti limitati in quanto, proprio perché non sostenibile, coinvolge un numero di organizzazioni più limitato e non spinge i beneficiari all’azione, al miglioramento, al fare.
Da tali considerazioni e da alcune sperimentazioni territoriali, nasce l’idea dell’“Agorà dell’Abitare”.
Lo scopo dell’Agorà è quello di intervenire sulla problematiche dell’abitare con una modalità generatrice di azioni e di impegno sociale riattivando legami comunitari e valorizzando le capacità di persone disoccupate o sottoccupate o semplicemente di “cittadini di buona volontà”. È un progetto di CSR condivisa che vuole riunire  chi ha voglia di fare.

L’Agorà si basa su tre principi fondamentali:

  • è una rete di differenti soggetti (istituzioni, associazioni, singoli cittadini, aziende …) accomunati dalla volontà di lavorare sulla tematica dell’abitare e la valorizzazione dei beni comuni;
  • è un processo (costituzione, condivisione, realizzazione) all’interno del quale vengono individuate le progettualità. È importante infatti che si instauri un confronto tra i vari soggetti coinvolti e non una semplice somma di risorse per la realizzazione di un progetto. Rimane comunque centrale il concetto di cantiere inteso come impegno concreto e la volontà di passare dal concetto di “progetto” a quella di “processo”;
  • è un movimento generatore di valore. I beneficiari dei progetti, terminato l’intervento, diventano parte attiva del Cantiere partecipando in prima persona alla realizzazione di progetti e a quelli successivi. La volontà è quella di dare avvio a un movimento generatore di fare che vada ben oltre al semplice assistenzialismo o a concetti tradizionali come la sponsorizzazione o la donazione che, seppur meritori, non pongono i soggetti coinvolti su un livello di “pari dignità”.

Ogni soggetto coinvolto può arricchire il cantiere con le proprie caratteristiche e peculiarità:

  • un’azienda attraverso le azioni di responsabilità sociale e risorse (merce, liberalità, competenze, strumenti, volontariato d’impresa);
  • un cittadino mettendo a disposizione competenze, tempo e volontà di fare;
  • un’istituzione creando la rete e facilitando gli scambi e le realizzazioni;
  • le associazioni attraverso la propria esperienza e conoscenza del territorio.

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