PEFC™ Italia e il progetto #acquistilegnosi

Antonio Brunori
Antonio Brunori

Fra i partner di Leroy Merlin Italia nel progetto #acquistilegnosi, la proposta alle insegne della GDO per un accordo d’intenti per l’acquisto responsabile del legno, vi è PEFC™ Italia, organo di governo nazionale del sistema di certificazione PEFC™ (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes). Antonio Brunori, fresco reduce dall’Assemblea generale del PEFC Internazionale svoltasi in Indonesia, a Bali, nelle scorse settimane, è Segretario generale di PEFC Italia.

Perché è importante che il legno, gli alberi, le foreste stiano al centro del dibattito e delle iniziative di sostenibilità?

Consideriamo i cambiamenti climatici: la prima causa dell’incremento della Co2 in atmosfera è l’utilizzo delle energie fossili. La seconda, però, è la deforestazione. Agire sul settore del legno e suoi derivati è quindi fondamentale per una seria azione di contrasto al fenomeno dei cambiamenti climatici. Non scordiamo, inoltre, che i prodotti di origine forestale, basti pensare alla carta o al packaging, sono protagonisti in una moltitudine di aspetti della nostra vita quotidiana.

Quali sono gli elementi più significativi del progetto #acquistilegnosi?

Direi che l’idea di questo progetto è stata un colpo di genio, anzi, di responsabilità. Perché fa capire che c’è una volontà di responsabilità da parte di chi mette sul mercato dei prodotti, senza aspettare che sia qualcun altro a chiedere certi comportamenti. All’incontro cui ho partecipato a Bali si è parlato del fatto che i consumatori in genere si sentono abbastanza lontani dall’essere protagonisti sui temi di sostenibilità e aspettano che siano le aziende, che offrono loro i prodotti da acquistare, ad assumersi le responsabilità. Poi il ruolo del consumatore sarà quello di scegliere i prodotti, e le aziende, che lo fanno sentire più tranquillo su certi aspetti, come quello dell’impatto ambientale.

Con questo progetto si riafferma il ruolo centrale delle aziende sul fronte della sostenibilità?

Che i governi diano indicazioni in materia di sostenibilità, ad esempio della supply chain, è importante. Ma sono poi le imprese a rivestire un ruolo chiave nel trasferimento del concetto della buona gestione delle risorse ai propri clienti. Si va al di là dell’aspetto meramente commerciale, perché diventa un messaggio culturale: l’atto di acquisto, cioè, educa il cliente, facendolo riflettere su certi aspetti. Nel progetto #acquistilegnosi la GDO dichiara di volersi assumere questo genere di responsabilità, anche accompagnando i propri fornitori in un processo di responsabilizzazione: non vuol certo dire scaricare il problema addosso alla supply chain, bensì guidarla.

Quanto l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, che è stata fonte d’ispirazione per il progetto #acquistilegnosi, ha contribuito a elevare il dibattito e la sensibilità su questi temi?

Credo sia sta stata fondamentale soprattutto a livello dei governi, che poi naturalmente con le loro decisioni orientano il mercato e quindi il modo di operare delle imprese. La stessa Cop21 di Parigi è stata influenzata notevolissimamente nelle sue decisioni dall’enciclica di Papa Francesco, dai suoi inviti ad esempio a ridurre e progressivamente abbandonare l’utilizzo delle energie fossili e a difendere il creato.


FSC® Italia e il progetto #acquistilegnosi

Foto © Tommaso Saccarola
Foto © Tommaso Saccarola

FSC® Italia è l’organizzazione che cura nel nostro Paese la promozione del marchio FSC® (Forest Stewardship Council) ed è fra i partner del progetto #acquistilegnosi, la proposta alle insegne della GDO per un accordo d’intenti per l’acquisto responsabile del legno, lanciata in occasione dell’ultimoFSC® Friday, l’evento annuale di FSC® pensato come giornata internazionale della gestione forestale responsabile. Diego Florian è Direttore di FSC® Italia.

Quali elementi del progetto #acquistilegnosi andranno presidiati con più attenzione?

L’obiettivo del 2020 può essere centrato (per le insegne aderenti al patto, #acquistilegnosi prevede l’obiettivo 100% legno certificato entro il 2020, ndr), specie nel caso di realtà già sensibili e seriamente impegnate, come appunto Leroy Merlin o anche altri retailer con cui lavoriamo da qualche anno, che hanno scelto questo orientamento in modo propositivo e non solo reattivo. Un ostacolo da affrontare potrebbe essere la questione prezzi: ci sono retailer che sposano l’idea di “cambiare” il mercato nel senso della sostenibilità, ma a patto di non dover pagare di più. Posizione legittima, ma va chiarito che una gestione forestale sostenibile non può essere a costo zero, perché non sarebbe credibile. Serve un investimento, che noi auspichiamo possa essere poi ripagato dal mercato, magari con una comunicazione al consumatore per renderlo consapevole di quello che sta pagando. Non bisogna commettere l’errore di confondere la legalità con la sostenibilità, che va oltre il rispetto della normativa.

Il progetto #acquistilegnosi nasce con un approccio multi-stakeholder: è un requisito obbligatorio, questo, per iniziative di sostenibilità che vogliono essere efficaci?

L’importanza di questo approccio, che dà pari dignità d’intervento a ogni stakeholder coinvolto, risiede nel fatto che più un progetto è condiviso, più si riduce la possibilità del verificarsi di conflitti. Inoltre, mettendo in collegamento più attori, e diversi, come ad esempio fornitori, rivenditori, consumatori, organizzazioni ambientaliste, si amplificano l’effetto divulgativo e la pluralità dei messaggi veicolati.

Nell’ottica degli SDGs, gli Obiettivi di sviluppo sostenibile lanciati dalle Nazioni Unite nel 2015 che rappresentano ormai un punto di riferimento per la sostenibilità a livello internazionale, come si pone queso progetto?

Più ci si sposta fuori dal contesto europeo, più ci si accorge che discutere di foreste non è semplicemente parlare di un paesaggio verde ma di un contesto di vita. Ciò che accade nella foresta ha impatto anche molto lontano da essa: si pensi all’influenza sulle variazioni del clima, la disponibilità di acqua potabile, la regimazione idrica dei suoli. Conservare e preservare le foreste, dunque, è fondamentale. In questo senso, come FSC® siamo consapevoli di essere allineati, come obiettivi di performance da raggiungere a livello di origine della materia prima, con le richieste di almeno metà degli SDGs.

Il progetto #acquistilegnosi potrebbe diventare un modello anche per altri settori?

Certo. Sarebbe bello potesse diventarlo nell’edilizia, dove sarebbe tempo di riconoscere che le performance garantite dal legno competono con quelle di cemento e acciaio. Ma penso anche ai retailer, magari piccoli negozi, in settori come moda e lusso. Un po’ ovunque sta prendendo piede un approccio “zero deforestation”, che vuole prodotti non connessi a processi di deforestazione. La deforestazione, però, si combatte non rinunciando al legno, ma dandogli un più alto valore. E incentivandone l’uso attraverso meccanismi di garanzia.

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