Di Debora Alvino, Responsabile Risorse Umane Leroy Merlin Piacenza


“Ogni persona ha diritto alla propria casa ideale”: Leroy Merlin e Caritas Diocesana di Piacenza insieme per il progetto Agorà, lanciato per la prima nell’ottobre 2016 dal negozio di Piacenza.
La crisi economica ha accentuato “il problema casa” che ha coinvolto un numero sempre maggiore di famiglie. L’accesso ad un’abitazione o l’impossibilità di vivere in condizioni abitative sane e dignitose, come evidenzia il recente studio di Caritas, ha rappresentato uno tra i problemi più gravi dello scenario dell’Italia, determinando fenomeni crescenti di marginalità ed esclusione sociale, per molte persone e famiglie.
L’abitare non è solo un tetto, ma è il simbolo di una relazione con gli altri, con la comunità nel quale è possibile realizzarsi.
Come azienda come possiamo rispondere a questa emergenza?
Come azienda impegnata nell’abbellimento, la costruzione e la manutenzione della casa, quali azioni concrete intendiamo mettere in atto per rispondere a questo appello?
La risposta è Agorà.
Leroy Merlin e Caritas hanno individuato insieme una famiglia del territorio in particolare difficoltà e che doveva ristrutturare la propria casa senza avere i mezzi e l’hanno messa al centro del progetto pilota tutto piacentino.
Con i materiali forniti da Leroy ma individuati dalla famiglia prescelta è iniziata la ristrutturazione dell’appartamento (cucina e soggiorno in un ambiente unico, una camera da letto e un bagno).
Il parquet, molto rovinato, è rinato grazie all’utilizzo di una levigatrice e alla riverniciatura, le pareti sono state imbiancate e posati i battiscopa. In cucina successivamente sono state posate le piastrelle e montato un piano cottura ad induzione.
Per arredare il bagno sono stati fondamentali i nosti consiglieri di vendita che hanno individuato un mobile adatto alle piccole dimensioni del locale.
A completare il tutto plafoniere, tappeti e utensili per la cucina.

«Grazie per averci dato la possibilità di abitare in una casa accogliente e fatta su misura con i materiali che avevamo scelto», ha commentato felice la famiglia che, come previsto dallo spirito dei “Cantieri Fai da Noi” restituirà la borsa cantiere ricevuta in dono attraverso alcune ore di volontariato presso i centri accoglienza Caritas. Un nuovo esempio di chain sharing.

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