Di Valentina Grigoli, Operatrice della Caritas Diocesana di Biella


Tante realtà biellesi si sono unite negli ultimi mesi per la realizzazione di un progetto artistico con i detenuti della Casa Circondariale di Biella.

Tutto è cominciato in risposta a una sollecitazione della Garante dei diritti per le persone ristrette nella libertà del Comune di Biella; l’anno scorso le associazioni di volontariato operanti nella casa circondariale, insieme ad altre che hanno accolto il suo invito, si sono quindi riunite per riflettere sulla realtà carceraria e per porre in atto insieme alcune azioni che permettano di avvicinare la popolazione biellese al carcere.

Da questa riflessione è nata la prima iniziativa, “Mura-Less”, che ha voluto essere il primo passo di un percorso di avvicinamento tra “interno ed esterno”, tra l’istituto carcerario e la città, di cui il carcere fa parte a pieno titolo, poiché siamo certi che il paradosso carcerario si riduca quando la comunità riesce ad essere presente all’interno del carcere. Obiettivo, quindi, era la sensibilizzazione della cittadinanza sul tema della detenzione.

Nell’arco di quattro mesi, sono stati creati due gruppi di lavoro misti tra detenuti e volontari che, coordinati da professori del liceo artistico, hanno raccolto e condiviso idee sul tema “Un ponte tra l’interno e l’esterno”, preparato i bozzetti e realizzato due murales all’interno del carcere. Contemporaneamente, i due gruppi hanno ideato una installazione tra portare all’esterno del carcere, proprio a rappresentare questo desiderio di collegamento e di dialogo. I due murales e l’installazione sono stati realizzati grazie all’importante contributo di Leroy Merlin, tramite il Bricolage Civico.

Il progetto si è concluso con un doppio evento, finanziato grazie a un bando del Centro Territoriale Volontariato: l’inaugurazione dei due murales all’interno dell’istituto, con intervento delle autorità e un momento di festa con buffet e musica, e una festa all’esterno, con la presentazione dei risultati e dell’installazione, con concerto per la cittadinanza in via Italia.

“Aver partecipato al progetto mi ha permesso di “uscire” con la testa e di vedere il mondo fuori”; “Il progetto ha risvegliato in me la sensazione di libertà e il desiderio di dedicare il resto del mio tempo ai miei nipoti, dando a loro il meglio di me e vedendoli crescere”; “Sono contento perché le nostre idee e le nostre emozioni escono fuori dal carcere attraverso i nostri disegni e il nostro lavoro”; “Nel realizzare i murales ho scoperto potenzialità che non conoscevo. Dalla mia testa sono uscite molte idee, le mie mani hanno disegnato e pitturato. È stata una scoperta”.

Sono solo alcuni dei pensieri raccolti al termine del progetto, che ci fanno sentire l’urgenza di continuare su questa strada: restare o ritornare umani anche grazie all’arte e alla manualità.

Le realtà che hanno collaborato tra loro per la realizzazione del progetto sono le seguenti: Associazione Ricominciare, Associazione Il Centuplo, Associazione Zaccheo, Associazione Il Naso in Tasca, Associazione Incontromano, Associazione Voci di Donne, Associazione Amici del Vernato, Associazione Banda Musicale Vandornese, Better Places APS, Caritas Diocesana di Biella, Liceo Artistico G. e Q. Sella, CIPIA Biella Vercelli, Casa Circondariale di Biella, Comune di Biella, Garante dei diritti delle persone ristrette nella libertà.

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