Di Piera Gioda, volontaria della ong CISV di Torino


Da fine maggio 2017 un gruppo di giovani donne richiedenti asilo abita in Casa Speranza, uno spazio a loro destinato dalla omonima parrocchia del quartiere Barriera di Milano a Torino. Provengono da molti paesi dell’Africa Occidentale ed i primi mesi sono stati dedicati all’apprendimento della lingua italiana con gruppi di volontari e prosegue tutt’ora presso le scuole pubbliche

La casa è stata ristrutturata nell’ambito dei Cantieri fai da noi di Leroy Merlin Italia, che hanno messo a  disposizione gratuitamente molti materiali per rendere accogliente la casa, che è presidiata e organizzata dall’Associazione CISV. Passati un po’ di mesi le ragazze sono state sensibilizzate   ed hanno aderito con impegno ad un programma di “reciproco aiuto” e di volontariato civico che vede come beneficiaria la comunità locale.

Su iniziativa dell’AIAPP, Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio (Sez.Piemonte Valle d’Aosta) e della VI Circoscrizione di Torino  è stato proposto alle ragazze di Casa Speranza, insieme ad altri volontari seniores del Touring club,  di prendersi cura di un  nuovo giardino, denominato  “Scarpa turca”, che è stato inaugurato da un anno proprio vicino alla Casa.

L’architetto Ferruccio Capitani che lo ha progettato insieme al dottor Guido Giorza esperto di botanica, entrambi del Comune di Torino, hanno  formato le ragazze sulla storia di riqualificazione  di quel luogo (che prima era occupata da una grande fabbrica Fiat)  e sulla  tipologia di piante ornamentali e sulle infestanti che stanno invece prendendo il sopravvento e sono da eradicare.

Dopo una prima riunione di presentazione reciproca e di formazione nella sede della Circoscrizione, dove sono state accolte dalla Presidente, Carlotta Salerno,  si sono poi svolte due mezze giornate di attività sul campo, che proseguiranno anche nella bella stagione, per migliorare questo spazio pubblico, con la partecipazione dei cittadini, esperienza che si sta svolgendo anche in altri quartieri, ma che per la prima volta vede impegnate anche delle donne richiedenti asilo.

I Cantieri fai da noi  veramente possono aiutare  a far crescere legami e relazioni con il territorio per prendersi cura della nostra “casa comune”!

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