Capitale sociale
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Il carcere fa parte della città, del territorio, della comunità

Di Valentina Grigoli, Caritas Biella


Attorno a questo progetto si è sviluppato lo spettacolo concerto proposto mercoledì 13 dicembre nella casa circondariale e giovedì sera 14 al Teatro Sociale Villani di Biella, occasioni di restituzione del laboratorio musicale realizzatosi in questi mesi all’interno della struttura.

Due momenti scaturiti dall’impegno dei protagonisti, sul palco e dietro le quinte, ma ancor prima da una riflessione delle associazioni di volontariato riunite attorno al “Tavolo Carcere” operanti nella casa circondariale, o coinvolte a vario titolo, e della Garante delle persone ristrette nella libertà del Comune di Biella.

Il doppio evento si è posto l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sul tema della detenzione e sul fatto che il carcere fa parte a pieno titolo della nostra comunità.

Inoltre, ha voluto favorire l’educazione al riconoscimento del valore della persona al di là dell’errore.

Il laboratorio dei mesi scorsi ha rappresentato un momento di libertà in un luogo in cui la libertà è negata; la musica che passa attraverso le sbarre della saletta e raggiunge le celle di fronte insegna che si può essere liberi rispettando le regole. L’armonia, il ritmo, l’intonazione non sono un limite alla libertà, anzi le danno significato. La musica crea senso di comunità.

Importante sottolineare, inoltre, che il laboratorio musicale ha favorito la conoscenza e lo scambio tra persone di etnie diverse, che per consuetudine avrebbero avuto difficoltà a comunicare e che invece nella musica hanno trovato un punto di confronto e di dialogo.

In entrambe le occasioni sono intervenuti artisti interni ed esterni: musicisti, attori, lettori e ballerine.

Il progetto è frutto della collaborazione con Casa Circondariale di Biella, Liceo G. e Q. Sella, CPIA Biella-Vercelli e Centro Territoriale per il Volontariato.

Grazie ai “Cantieri Fai da noi” di Leroy Merlin Italia è stato possibile tinteggiare il salone polivalente interno al carcere, in cui si svolgono momenti formativi e di incontro tra interno ed esterno. Parte del materiale, inoltre, è stata utilizzata per la realizzazione delle scenografie dei due spettacoli.

I detenuti come forma di restituzione della borsa cantiere saranno coinvolti nella realizzazione di oggetti artistici (lampade e cornici) che saranno offerti all’associazione Papa Giovanni XXIII, la quale potrà venderli in occasione delle raccolte fondi per le proprie attività; oltre a questi oggetti saranno preparati, sempre a cura dei detenuti, i disegni che saranno utilizzati dalle associazioni del Tavolo carcere in occasione di iniziative esterne.

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