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Cambiamo la prospettiva: un Natale generativo

natale2018

Le storie di “24 Generativi” ci hanno accompagnato nel cammino verso il Natale. Oggi, come nostro augurio per una nuova prospettiva, proponiamo l’editoriale di Fra Stefano Tondelli che ci ha accolto in uno dei cinquanta progetti realizzati il 15 dicembre in occasione delle Lessons for Good.


Il Natale che rigenera

Di frà Stefano Tondelli, Responsabile Centro Accoglienza Caritas di Assisi

Il Natale è uno degli eventi che segna profondamente l’umanità degli ultimi duemila anni, tanto che San Francesco ha addirittura “inventato” il presepe, cioè una modalità per poter vedere e gustare questo fatto straordinario… e questa tradizione è arrivata fino a noi. Ma – vi chiederete – perché San Francesco ha sentito il bisogno di rimettersi davanti a quell’avvenimento? Perché è così importante fissare gli occhi concretamente sulla quella nascita povera ed umile di Gesù?

Il Natale è molto più di una semplice festa mondana e la nascita di Gesù è qualcosa di molto più di un semplice fatto emozionale. È una festa che va alla radice stessa della generatività, della capacità cioè dell’uomo di generare vita attorno a sé, di non essere solo consumatore del creato e sfruttatore degli altri, di non essere solo un parassita che sfrutta e infetta gli esseri viventi che ha attorno. Perché questo è il rischio che ciascuno di noi può correre: vivere solo per sé, senza generare vita e bellezza.

La nascita di Gesù ci dice che senza il principio di generatività che è il Natale, il mondo è destinato ad una involuzione e l’uomo non trova il senso pieno della sua vita e la felicità piena. Può infatti un “parassita” essere felice? Sarà forse soddisfatto e appagato per un periodo… ma poi si ritroverà vuoto e dovrà continuamente andare in cerca di qualche vita a cui attaccarsi, qualcuno da sfruttare, qualcosa da cui dipendere: sazio nel ventre ma disperato nell’anima! Ecco allora l’uomo moderno continuamente preoccupato di sé, di come poter mantenere il proprio stile di vita, in ansia di fronte agli eventi inaspettati che gli tolgono il controllo sulla propria vita.

È allora che ci soccorre la sapienza del Natale. Dio nella sua infinita misericordia ci ha fatto vedere in Gesù, quello che siamo chiamati ad essere anche noi. Così San Paolo ci parla del Natale nella lettera che scrive agli abitanti di Filippi (Fil 2,6) che forse erano un po’ troppo ripiegati su sé stessi (come noi):

“Cristo, pur essendo di natura divina,

non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio;

ma spogliò sé stesso, assumendo la condizione di servo

e divenendo simile agli uomini…”

La prima parola chiave della generatività è quindi TESORO: ognuno di noi non solo “ha” dei doni, dei tesori dentro di sé, ma ciascuno di noi “è” un tesoro, prezioso e unico! Questa ricchezza siamo chiamati prima di tutto a riconoscerla: molti non sanno riconoscersi importanti e portatori di doni unici e irripetibili e quindi passano la vita scontenti a cercare di imitare altri, cercando di scimmiottare i potenti e i vip di turno. Gesù aveva un tesoro, il suo essere Figlio di Dio.

La seconda parola chiave è DONO: quando Gesù scopre il suo tesoro, il suo essere Figlio di Dio, sa che la generatività, che è nel cuore di Dio, chiede di condividere questo tesoro con altri, perché solo così il tesoro che siamo e che abbiamo porta frutto e si accresce e si potenzia dentro di noi invece di ammuffire e marcire.

Infine ecco la terza parola: la parola “dono” infatti va di pari passo con la parola SPOGLIARSI. Farci dono e condividere, passare un tesoro all’altro, implica necessariamente passare attraverso una perdita… una perdita che all’inizio provoca sempre fatica e turbamento ma che poi lascia un’eredità di pace e gioia.

Vediamo tutto questo nella vita dei santi ma anche nella vita di tante persone semplici, coraggiose e belle che incontriamo nella porta accanto.

Come conclusione voglio condividere con voi un episodio a questo proposito: un giorno non sapevo come aiutare una famiglia che aveva una bolletta da pagare. Ho incontrato un signore anziano che usciva dalla Messa e gli ho detto:

“Ti faccio un regalo speciale. Una bolletta di una famiglia povera da pagare!”.

Lui mi ha guardato con i suoi occhi profondi e con un sorriso mi ha risposto: “Lo sai che oggi è il mio compleanno?”.

Io naturalmente non potevo saperlo e sono rimasto stupito.

Lui ha ripreso: “Grazie, nessuno mi ha mai fatto un regalo bello come questo… La pagherò senz’altro!”

Dopo poco tempo quel signore è venuto a mancare ma il suo amore, la sua capacità di farsi dono e di spogliarsi per i fratelli continua a generare vita nei suoi figli e nelle persone che ha beneficato… e anche in me!

Buon Natale!

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