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“Le parole dell’economia civile”, il nostro nuovo e-book

Introduzione di Silvia Vacca, Presidente Scuola di Economia Civile


Vi siete mai chiesti se siete ‘civili’? La domanda non nasce dal desiderio di imbrigliare comportamenti in una definizione, ma dalla consapevolezza di come un certo sguardo possa essere evocativo, lungimirante, generativo. Se poi l’essere civile non ha solo a che fare con un senso di rispetto per gli altri, con toni efficaci ma gentili, ma con la scienza economica, lo sguardo diventa ancora più potente.

‘Civile’ è la caratterizzazione che Antonio Genovesi scelse per il titolo della sua opera ‘Lezioni di Commercio o di Economia civile’ e che diede il titolo alla prima cattedra di Economia della storia. Un’Economia portatrice di una visione del mercato come luogo di mutuo vantaggio, capace di creare  fioritura delle persone e dei luoghi, capace di una funzione pratica orientativa, con la finalità della felicità pubblica. Questa era l’aspirazione di Genovesi, a dispetto di quell’economia feudale governata da logiche di rendite, ricchezza di pochi, lavori non equamente retribuiti di molti, della quale prima come abate e poi come cattedratico sentì la responsabilità di raccogliere i cocci.

Oggi le rendite sono diverse, i cocci si nascondono nell’aumento progressivo delle disuguaglianze, nel tasso di suicidi di manager e imprenditori, anche in Italia, oppure ‘semplicemente’ nello stato depressivo di lavori che invadono i tempi della sfera privata.

Quella visione del mercato ha ancora molto da dirci e, per fortuna, di positivo.

Spesso confuso con ‘civico’ o con l’Economia della società civile, quella che si occupa del disagio nelle sue più svariate forme, civile rimanda invece ad una tradizione, tutta italiana, che per contesto storico guardava più alle botteghe leonardesche che alle grandi aziende, ma che nei suoi principi riesce a rappresentarle bene entrambe.

‘Civile ‘ è un’economia per tutti, non solo solidale con gli ultimi, attenta al rispetto di ciascuno e capace della sua fioritura.

Civile è la produzione del valore aziendale fin dal momento strettamente produttivo e in tutte le ‘filiere’ che lo interessano, da quelle lunghe che agganciano fornitori oltre oceano con la preoccupazione che il loro salario sia equo, le loro condizioni di lavoro ottimali, a quelle corte che guardano al benessere lavorativo dei dipendenti, a quelle prossime che intrecciano i rapporti con la comunità, non solo dei consumatori.

Leroy Merlin ha ben compreso questo, dalla scelta di forniture certificate, come quelle del legno da foreste rinnovabili, ai moltissimi progetti attivati per essere di servizio alle comunità, favorire lo scambio di attrezzature, saperi, anche attraverso l’impiego delle competenze dei propri dipendenti.

Provate ad entrare in un ‘Emporio Fai dai noi’, o visitate in una filiale gli spazi per i corsi del fai da te, e chiedetevi se state ‘consumando’ un bene o vivendo un’esperienza di relazione e scambio…

Civile è il lavoro ogni volta che ci offre una dimensione di ‘senso’ della nostra giornata e magari della nostra vita perché crea ‘felicità’ per noi e per gli altri.

Allora chiedetevi se siete civili e se la risposta è no, pensateci!

Per aiutarvi abbiamo raccolto gli editoriali e le interviste del 2018 su tema “le parole dell’economia civile”.

Buona lettura e buon 2019!


Scarica l’e-book “Le parole dell’economia civile”

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