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Nel 2022 arriva LMI Positive Index: intervista a Mattia Sabbatini, CSR Data Analyst Leroy Merlin Italia

LMI Positive Index è il nome scelto per un nuovo set di indicatori che sono stati appena lanciati da Leroy Merlin Italia nell’ambito del suo impegno per la sostenibilità. Di cosa si tratta esattamente? Come sono calcolati? Qual è la loro specifica finalità? Lo abbiamo chiesto a Mattia Sabbatini, CSR Data Analyst Leroy Merlin Italia.

Com’è nata l’idea di LMI Positive Index?

Volevamo tracciare in modo più preciso e ordinato tutti gli elementi che potevano rientrare nei KPI (key performance indicator, ndr) legati allo sviluppo sostenibile, nelle tre aree ambientale, sociale ed economica. Per avere un unico luogo di raccolta e analisi di questi indicatori, così da permettere sia di poterli aggiornare più rapidamente, sia di poterli utilizzare con maggiore immediatezza. Anche perché in un’azienda come Leroy Merlin l’evoluzione di questi dati è talmente veloce che il fattore tempo diventa determinante al fine di rendere davvero efficace la loro utilizzazione. Lo abbiamo chiamato “Positive” perché si tratta di una serie di indicatori che offrono la misurazione della generazione di valore complessivamente prodotta dall’azienda. E “Index” perché è un modo per far sì che la sostenibilità sia considerata al pari di altre aree e dimensioni di attività dell’azienda anche a livello di misurazione e analisi quantitativa: se vogliamo, è un tentativo di dare valore tangibile, con numeri concreti, ai cosiddetti “intangibili”.

Quali sono le principali finalità di LMI Positive Index?

Prima di tutto ci consente di tenere costantemente sotto controllo la situazione legata alle performance di sostenibilità. Vedendo dove c’è qualche problema, magari anche in termini di misurazione o comunque di raccolta del dato, dove si può migliorare, dove insomma è più necessario o opportuno agire. Possiamo utilizzare gli indicatori anche per fare dei confronti, con frequenza ad esempio trimestrale o anche mensile, a livello di singolo Negozio. E poi ci consente di migliorare ulteriormente la rendicontazione interna ed esterna sui temi di sostenibilità. Credo che l’utilità maggiore risieda nel fatto che non andiamo a caricare i singoli Negozi di nessun tipo di onere, nel senso che è il sistema ad occuparsi della reperibilità e dell’inserimento dei dati. Al singolo Negozio arriva un output, generato automaticamente in formato stampabile attraverso una sorta di “para-software”, con i dati aggiornati mese per mese su come stanno andando le sue performance di sostenibilità.

Quando il progetto sarà pienamente operativo?

I primi passi del progetto sono stati a inizio ottobre scorso. La prima fase è consistita nella creazione di una serie di file strutturati, come dire, a cascata: innanzitutto dei file di base, in cui c’è la possibilità di inserire dati “grezzi” di un certo KPI di sostenibilità di cui si vuole tenere traccia; questi file di base, a loro volta, sono stati predisposti per andare ad alimentare automaticamente una tabella più generale che combina e mette a confronto tutti gli indicatori, così da poter avere una fotografia complessiva. Poche settimane fa abbiamo ultimato questa fase di preparazione. Ora siamo nella fase pilota, che durerà grosso modo fino a fine anno. Abbiamo condiviso il sistema, che possiamo definire una sorta di “para-software”, all’interno dell’azienda per ricevere i feedback che ci consentiranno di migliorarlo ulteriormente. Dall’inizio del 2022 ogni Negozio avrà la possibilità di ricevere il file già “impacchettato” con tutti i dati.

Quali sono gli indicatori presi in considerazione?

Il sistema contiene 27 indicatori, fra cui tutti quelli fondamentali legati alla strategia dell’azienda. C’è ad esempio la percentuale di raccolta differenziata effettuata, la frequenza degli infortuni, la formazione (ad esempio sul Codice etico), la percentuale di fornitori locali; e poi le attività sociali, il benessere dei Collaboratori, la diversità, i nuovi posti di lavoro creati. Da sottolineare che è stato fatto un lavoro importante anche nel definire dove e come si potessero individuare e recuperare con una certa rapidità, all’interno dell’azienda e della sua complessità, i dati necessari per alimentare gli indicatori di sostenibilità, al fine di garantirne omogeneità e comparabilità. Di questi 27 indicatori ne sono poi stati selezionati 8 che vengono animati mensilmente per tutti i negozi di Leroy Merlin Italia.

Nello specifico si tratta di:

  • emissioni di CO2e,
  • consumi di energia,
  • percentuale di rifiuti differenziati,
  • formazioni di sostenibilità,
  • donazioni da parte dei negozi,
  • percentuale di collaboratori con disabilità sul totale,
  • indice benessere dei collaboratori e frequenza degli infortuni.

Questo gruppo ristretto è stato selezionato al fine di restituire al negozio ogni mese una fotografia aggiornata dello stato di fatto di alcune aree sulle quali esso stesso può incidere maggiormente.

Che rapporto c’è tra LMI Positive Index e il Bilancio di sostenibilità annuale?

Nel Bilancio si va anche più in profondità in termini di articolazione degli indicatori, ma resta una sorta di “specchietto retrovisore” con cui si guarda più che altro ai risultati ottenuti l’anno precedente. LMI Positive Index, invece, ha più la funzione del “cruscotto”, nel senso che permette di intervenire in corso d’opera, di guidare e perfezionare in corsa la tante azioni e iniziative di sostenibilità in cui l’azienda e i singoli Negozi sono impegnati. È cioè una misurazione finalizzata soprattutto all’intervento, più che alla rendicontazione in sé. E poi offre la possibilità di celebrare i risultati, come dire, “in diretta”, il che serve anche come incentivo per fare sempre meglio. La nostra intenzione è di iniziare a pubblicare questi dati trimestralmente dal prossimo anno anche qui sulle pagine del sito #LMIcsr, che già in origine era nato per cercare di andare oltre il bilancio di sostenibilità per raccontare su base quotidiana e in modo più agile l’impegno di Leroy Merlin sulla sostenibilità. Mancava un po’ la parte quantitativa e questo progetto ci consente appunto di chiudere il cerchio. Nel senso che non aspetteremo più anno su anno per rendicontare anche quantitativamente l’azione sulla sostenibilità, ma ogni tre mesi avremo una base di dati aggiornata. Sarà una sorta di “rendicontazione continua”, che crediamo possa essere fondamentale anche in termini di trasparenza e di rapporto con tutti i nostri stakeholder. Tra l’altro stiamo lavorando anche per rendere disponibile su base regolare un indicatore, in questo caso di stima, sulle emissioni di CO2, su base aziendale e di singolo punto vendita.

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