Pannello Foresta dei Diritti

L’area destinata alla realizzazione della “Foresta dei diritti” ricade nell’ambito di un’area naturale protetta (R.N.O. Bosco di Alcamo) e presenta una forma pressoché triangolare con i due cateti di 280 x 120 metri circa.

Tenendo conto delle caratteristiche vegetazionali dell’area, dei fattori geologici e pedologici, la scelta delle piante idonee è stata effettuata secondo le caratteristiche fitoclimatiche, con l’intenzione di assicurare la massima naturalità dell’intervento, garantendo la più alta percentuale di attecchimento e una maggiore resilienza ai fattori di disturbo antropico (pascolo, incendio, ecc.) e biotico (parassiti).

Per realizzare la foresta si è partiti in primo luogo dall’analisi della vegetazione presente, caratterizzata inizialmente dalla dominanza di Ampelodesmos mauritanicus, graminacea di grossi cespi alti 1-2 m che contribuisce in modo significativo alla stabilizzazione dei versanti e che presenta una rapida ripresa anche a seguito di fattori di disturbo quale l’incendio. Sono presenti anche alcune camefite e liane più tipicamente legate ad aspetti forestali e preforestali dei Rhamno-Prunetea e dei Quercetea ilicis. In particolare sono stati censiti nell’area alcuni esemplari di Rosa sempervirens (Rosa di S. Giovanni) e Crataegus monogyna (Biancospino comune). Sulla base del confronto con condizioni pedoclimatiche analoghe e sulla base di quanto insegnano discipline come la sin fitosociologia (che studia i stadi evolutivi della vegetazione), si è potuto affermare che l’evoluzione naturale di queste praterie è verso boschi a dominanza di Leccio e Roverella.

Il primo impianto, eseguito il 24-02- 2013, ha visto la messa a dimora di latifoglie appartenenti per buona parte al patrimonio forestale locale e in particolare si è fatto buon uso delle essenze quercine, fra cui Quercus ilex e Quercus virgiliana. Nell’impianto si trovano anche, in quantità minore, Quercus suber, Fraxinus oxycarpa e Ceratonia siliqua.

Nel secondo intervento si sono messe a dimora specie arbustive autoctone appartenenti a quello che potrebbe essere il mantello preforestale che in parte si sta pian piano affermando. In questa fase, al fine di evitare possibili azioni di inquinamento genetico delle popolazioni vegetali locali, le piante hanno una provenienza certificata che rispetta il germoplasma forestale autoctono siciliano, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 386-2003. In totale sono state piantumate ulteriori 550 piante.

Le specie adottate nel secondo intervento sono: Fraxinus ornus, Pyrus spinosa e Crataegus monogyna, mentre nel corso del terzo ed ultimo intervento è stato introdotto anche Rhamnus alaternus. L’inserimento di queste ultime due specie presenta molti vantaggi. Rhamnus alaternus e Le rosaceae hanno, infatti, un ruolo primario nell’evoluzione dei mantelli forestali e inoltre si tratta di specie molto gradite alle api in primavera e con una buona produzione di frutti graditi alla fauna. Nel corso della giornata di inaugurazione sono state messe a dimora anche alcune piante di Rosa canina, Rosa di Sa Giovanni e altre specie arbustive minori, per arricchire ulteriormente il corteggio floristico.