All posts tagged: lavoro

Fare

Di Benedetto Gui, Istituto Universitario Sophia, Loppiano (Firenze) “Quanto mi piace a me la vita attiva!” era solito dire mio zio accomodandosi su una comoda sedia a sdraio. Ridevamo tutti, ma, conoscendolo, la sua postura e le sue parole non erano così contraddittorie come potrebbe sembrare a prima vista. Piuttosto, esprimevano un sano equilibrio, quello che il nostro tempo stenta a trovare. Siamo attivamente impegnati in un inarrestabile processo di trasformazione di terreni, boschi, mari, piante, animali, minerali del sottosuolo in quartieri residenziali, arredamenti, villaggi turistici, una grande varietà di cibi, mezzi di trasporto, oggetti di ogni foggia e funzione, ma anche, a ritmi non minori, zone industriali abbandonate, foreste devastate, lande degradate, acque avvelenate e fondali ricoperti di plastica e lattine, discariche alimentate dai cibi e dagli oggetti di cui sopra (spesso non passati nemmeno, o passati solo parzialmente e frettolosamente, per la fase dell’utilizzo). Un processo che i nostri indicatori di performance valutano positivamente e di cui lodano estensione e rapidità. Un processo possibile solo grazie ad un impegno costante e spesso strenuo …

Persona, lavoro e relazione

Di Ivan Vitali, Socio Fondatore e membro del CDA presso Scuola di Economia Civile Antonio Genovesi, il titolare della prima cattedra di economia e padre dell’economia civile, sosteneva che l’economia è la scienza della felicità pubblica. La felicità cui si riferiva l’abate Genovesi era ben diversa dallo stereotipo dell’homo oeconomicus che tanto successo ha avuto nella letteratura scientifica: un –presunto- uomo così perfettamente razionale, auto-interessato, egoista e incapace di selezionare qualcosa di diverso da ciò che renderebbe massima il suo piacere -la sua “utilità”- nelle scelte economiche, da essere molto più somigliante ad un “idiota sociale” che ad una persona di quelle che si possono incontrare nella realtà, che ad un modello per costruire un modello economico. L’uomo che Genovesi studia ed analizza nel porre i pilastri del pensiero dell’economia civile , quello che incontra nella vita reale –nella Napoli dei “mariuoli” e, al tempo stesso, centro culturale di primissimo livello, riferimento ed accoglienza del pensiero illuministico italiano – si nutre non solo di brama di ricchezza, non preferisce sempre il “di più” al “di meno”, è …

Le parole dell’economia civile: lavoro.

Intervista a Emanuele Sensi, Responsabile Risorse umane Leroy Merlin Carugate Alla base di ogni attività d’impresa c’è il lavoro e ci sono le persone che lo svolgono. Ciò è ancora più vero per un’impresa che intende richiamarsi ai principi dell’economia civile. Come si declina la centralità del lavoro e dei lavoratori in Leroy Merlin? Risponde Emanuele Sensi, Responsabile Risorse umane Leroy Merlin Carugate. Cosa vuol dire parlare di lavoro in una prospettiva di responsabilità sociale d’impresa? Di certo non è semplice. Anche perché oggi prevalentemente si guarda al lavoro con negatività e preoccupazione, dato il contesto di difficoltà in cui ci troviamo. In ogni caso credo che inquadrare il lavoro in una prospettiva di Csr voglia dire soprattutto parlare di qualità del lavoro. Perché la Csr, che significa far entrare una serie di preoccupazioni sociali e ambientali dentro l’azienda, porta con sé necessariamente un miglioramento della qualità del lavoro. Con qualità del lavoro intendo ad esempio il clima aziendale, cioè maggiore dialogo, accresciuto senso di appartenenza, più coinvolgimento del collaboratore in azienda, specie in progetti …

Il lavoro: indicatore di qualità dello sviluppo

Di Rosario Iaccarino Il mercato del lavoro è “un’istituzione sociale”, per cui le dinamiche che regolano la domanda e l’offerta di lavoro “non sono le stesse che governano il mercato del pesce …”. Con queste considerazioni, il grande economista e premio Nobel Robert Solow intendeva sottolineare che il mercato del lavoro è innanzitutto un luogo abitato da persone, e quindi influenzato da scelte e comportamenti legati ad aspettative, bisogni, talenti, desideri, finalizzati alla realizzazione di sé. Parole che suonano come una sentenza quando, ancora oggi, nel nostro paese si registrano vicende di sfruttamento nel lavoro che mortificano la dignità delle persone, perché – al netto del lavoro nero e grigio, dolorosa e antica piaga italiana – sono le stesse normative sul lavoro a consentirlo. Infatti, pagare un lavoratore 4-5 euro all’ora, come accade in alcuni settori, per prestazioni peraltro discontinue e con l’aggravio magari delle spese di spostamento per raggiungere il posto di lavoro, se da un lato è un’offesa alle persone, dall’altro aggrava una “questione sociale” che, insieme all’esercito dei disoccupati – sempre più …

Il valore e i valori dell’impresa. Istruzioni per l’uso.

Editoriale di Luigino Bruni, economista, accademico, saggista e giornalista Il lavoro e l’economia sono una parte essenziale della vita. Non è dunque sostenibile una felicità pubblica e privata che non contempli e non prenda molto sul serio il benessere nei luoghi del lavoro che sono i luoghi della vita. Non dura molto un benessere cercato e vissuto nei luoghi extra-economici e extra-lavorativi circondato da un malessere mentre si lavora. Qualsiasi umanesimo che punti sullo star-bene delle persone deve porre al suo centro la qualità della vita che le persone riescono a sperimentare nel loro lavoro. Ma parlare di benessere lavorativo significa entrare direttamente nel merito delle relazioni interpersonali e dei luoghi di lavoro. Perché se è vero che ogni dimensione del benessere è una faccenda relazionale (inclusa la salute, che sembra il dominio più individuale), è eminentemente vero che il bene del lavoro è un bene relazionale. Possiamo investire nel nostro capitale umano, avere la chance di scegliere il lavoro che sentiamo conforme alla nostra vocazione, ma se siamo immersi in relazioni tossiche con i colleghi, …