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Emporio Fai da Noi: risultati 2020

Gli Empori Fai da Noi sono luoghi di condivisione di materiale dove le persone o le famiglie in difficoltà che necessitano di effettuare lavori di manutenzione di base, piccole ristrutturazioni o lavori di decorazione, possono utilizzare gratuitamente – come presso una biblioteca – gli utensili necessari.
A questi utenti l’Emporio può fornire dei kit di merce consumabile (vernici, stucchi, malta, lampadine) e/o dell’attrezzatura necessaria per i lavori con il coinvolgimento del “reso solidale”. Leroy Merlin crede nell’importanza di una società fondata sulla condivisione, in cui fare rete diventa non solo una necessità, ma anche un valore per la comunità. Un’idea originale per offrire aiuto a persone e famiglie in difficoltà ma soprattutto per generare valore sociale per la comunità.

Malgrado i mesi di chiusura e le difficoltà del 2020, i risultati premiano la bontà del progetto: sono stati effettuati 274 prestiti di utensili e 8.059 prodotti sono stati donati. Più di 165 bancali di merce (per un valore superiore ai 118.000 €) è stata recuperata e donata gratuitamente agli Enti coinvolti nel progetto.

Sentieri Sostenibili – Scuola e impresa parlano di futuro

“Cosa significa per te Sostenibilità” ?

Questa è una domanda che si stanno ponendo imprese, Enti pubblici, e molti di noi, stimolati dalla visione e dagli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Emerge la necessità di un approccio originale e generativo, per costruire nuove competenze, e prima ancora nuovi riferimenti valoriali per rispondere alla domanda di equità ed vivibilità insita in ogni uomo, in questo mondo in evoluzione.

Sentieri sostenibili è una rubrica di video interviste destinate alla scuola Secondaria, per avvicinare insegnanti ed alunni al mondo del lavoro partendo da una visione con cui le aziende stanno affrontando l’approccio al prossimo decennio.

L’obiettivo di questo progetto è creare una visione comune tra impresa e scuola, e tutti coloro che hanno voglia di imparare, divulgando i 17 Goals dell’Agenda 2030, usando la  partnership come metodo.

Come? In tre modi principali:

  • raccontando scelte aziendali strategiche e concrete per lo  sviluppo sostenibile;
  • condividendo una visione comune di futuro;
  • Illustrando ai giovani adulti le professionalità necessarie per realizzare il mondo di domani.

Leroy Merlin e (RI)GENERIAMO hanno portato il proprio contributo testimoniando il proprio percorso.

Energia del bosco, energia per l’uomo

Di Nunzia Sgaramella, Leroy Merlin Italia


Nei giorni scorsi ho avuto l’opportunità di andare ad Alagna dove  è stato lanciato il primo progetto di Leroy Merlin Italia per la riduzione delle emissioni di CO₂: la nostra azienda è promotrice di questa iniziativa, L’energia del Bosco, e si impegna a ridurre l’impatto ambientale e a valorizzare il patrimonio forestale, grazie al sostegno dell’impresa benefit (RI)GENERIAMO che ha l’obiettivo di riorganizzare la gestione forestale, non solo finalizzata alla produzione di legname ma anche alla messa in campo di servizi ecosistemici.

Grazie al supporto di (RI)GENERIAMO saranno attivate una serie di attività per incrementare l’assorbimento di anidride carbonica delle foreste o la sua non emissione. Gli effetti positivi di queste attività saranno trasformati in CREDITI DI SOSTENIBILITÀ.

Nella seconda giornata ci siamo spostiamo nella Val d’Otro per l’evento L’ENERGIA DEL BOSCO: in questa esperienza ci ha accompagnati  Antonio Brunori, segretario PEFC (un’associazione senza fini di lucro che promuove la gestione sostenibile delle foreste): prima di partire per l’escursione Antonio ci ha preannunciato la bellissima esperienza che avremmo vissuto durante quella giornata, Forest Bathing.

Di cosa si tratta ?

Di un’immersione totalizzante nella natura che unisce scienza e spiritualità, un approccio che in oriente è ordinario: stare davvero a contatto con la natura.

Questo percorso serve  a spiegare quali sono gli archetipi, i punti chiave che permettono ai sensi di aprirsi e rilassarsi, perché l’obiettivo è il benessere!

Dopo circa due ore di camminata si è aperta davanti a noi la Valle d’Otro. Come descriverla? 
Un terrazzo in mezzo ai boschi: al centro della comunità, formata da diverse frazioni, si trova un insediamento Walser che risale al 1300, un insediamento che si è conservato fino ai nostri giorni, grazie al suo isolamento.

Qui ci hanno accolto i rappresentanti della comunità che, con passione e trasporto, hanno raccontato la cultura Walser (sono una popolazione di origine germanica), le loro case accoglienti e calde, la loro cucina, le loro meravigliose montagne

È stata un’esperienza coinvolgente ed inaspettata per una cittadina come me, che consiglio a tutti! E che dire? Sono sempre più orgogliosa di essere parte di un’Azienda che spera e contribuisce attivamente nella conservazione, nella tutela e nel miglioramento del nostro ecosistema.

L’Energia del Bosco: intervista ad Antonio Brunori, PEFC Italia

Venerdì 1 ottobre è stato ufficialmente presentato il progetto “L’Energia del Bosco” per la riduzione dell’impatto ambientale e la valorizzazione del patrimonio forestale. Insieme ai promotori Leroy Merlin Italia e (RI)GENERIAMO, nel gruppo dei partner impegnati sul progetto c’è PEFC Italia. Ad Antonio Brunori, Segretario Generale di PEFC Italia, abbiamo chiesto di entrare più nei dettagli del progetto spiegando il ruolo che in esso svolge la sua organizzazione.

Qual è il messaggio principale di questo progetto?

Quello di guardare alle foreste in una dimensione anche economica e imprenditoriale. Il che di solito avviene di rado, anche perché in Italia il 72% della popolazione vive nelle città, per cui le foreste rimangono per i più un mondo sconosciuto e soprattutto lontano. Il grande merito di un progetto come questo è nel fatto che utilizza un approccio economico, che definirei normalissimo, applicato però alla gestione forestale: un approccio secondo cui quando si ha un patrimonio, in questo caso appunto quello forestale, esso va gestito in modo che possa dare frutto. Un frutto, però, che non è solo quantificabile in senso economico. Ma anche sociale e ambientale.

In cosa consiste il meccanismo alla base del progetto?

Si tratta di un contratto di concessione di un’area forestale, per una durata di dieci anni, a un imprenditore privato. È un meccanismo che in molti Paesi all’estero, direi a livello pressoché mondiale, è già utilizzato regolarmente e in modo strutturale. Specie nei Paesi dell’Est europeo. La condizione fondamentale alla base del meccanismo è che il beneficiario della concessione, cioè l’imprenditore privato, alla scadenza deve restituire il bene in condizioni migliori di quelle in cui l’ha ricevuto. Mi spiego con un paragone: quando si vuole migliorare una città, di solito si elabora un piano urbanistico. Che non riguarda solo le case ma, per esempio, le strade e la viabilità, tutte le infrastrutture. Ecco, la logica alla base di un piano di gestione forestale è sostanzialmente la stessa: non si pensa solo al legname che si può ricavare dalla foresta, che è l’elemento economico più immediatamente evidente, ma anche, ad esempio, alla lotta agli incendi, all’equilibrio della fauna selvatica che vi risiede e così via. Si intende cioè valorizzare il patrimonio in tutte le sue dimensioni.

In Italia è la prima volta che si sperimenta una soluzione come questa?

Senz’altro questo è uno dei primi progetti a diventare operativo. Personalmente posso dire che quando l’ho proposto, ho notato che a (RI)GENERIAMO è sembrato normale impegnarsi in un progetto del genere, mentre a me è parso un mezzo miracolo che idee come queste potessero finalmente, come si dice, essere messe a terra. Perché di concessione di boschi e aree forestali ai privati si parla da molti anni in Italia, senza però grande concretezza. È un peccato, se si pensa che in Italia il 60% dei boschi è privato e la maggior parte dei privati non sa neanche di avere un bosco, per cui non si preoccupa di curarlo.

Si consideri, inoltre, che il Testo Unico in materia di foreste e filiere forestali, del 2018, prevede che se il proprietario di un bosco è “silente”, cioè non si palesa o comunque non lo reclama, lo Stato, pur senza appropriarsene, può affidare in gestione la superficie per dare attuazione ad un piano di gestione.

Un’ulteriore innovazione nell’innovazione del progetto “L’Energia del bosco” è rappresentata dal fatto che l’accordo tra un privato e un ente pubblico è finalizzata non solo alla pianificazione e alla realizzazione del progetto, ma anche alla certificazione dei risultati che esso otterrà. Che è l’ambito dove interviene PEFC. È solo attraverso una valutazione di terza parte dei risultati, che prevede innanzitutto un censimento della risorsa, quindi l’identificazione delle migliori tecniche di gestione, infine un monitoraggio accurato e periodico della loro applicazione, che si può infatti dare certezza della bontà della gestione della risorsa naturale.

Attraverso quali indicatori si effettuerà la valutazione dell'”impatto” prodotto dal progetto?

Si guarderà al suo impatto sui servizi ecosistemici collegati al bosco. Cioè a tutto ciò che questa risorsa naturale può fornire all’uomo: l’approvvigionamento (il legname), nel quadro del mantenimento e possibilmente dell’incremento della superficie forestale; i frutti alimentari del bosco; l’aspetto turistico-ricreativo, perché il bosco ben gestito fornisce un ambiente adatto ad attrarre e accogliere i turisti; la funzione sociale, vale a dire la possibilità che il bosco offre di dare lavoro alle persone; ovviamente l’impatto sul clima, quantificato ad esempio nei crediti di carbonio che potranno essere commercializzati per neutralizzare l’impatto ambientale negativo dell’attività d’impresa. Non dimentichiamo al riguardo che, dopo l’utilizzo delle fonti fossili di energia, la seconda causa in assoluto della crisi climatica è la deforestazione, vale a dire l’eliminazione delle foreste e la loro sostituzione con attività agricole o zootecniche. Ecco, massimizzare l’insieme dei servizi ecosistemici forniti dal bosco è l’obiettivo ultimo di una gestione forestale sostenibile e responsabile. Il che costituisce un vero e proprio cambio di paradigma.

L’Energia del Bosco

Leroy Merlin si impegna a ridurre ulteriormente il proprio impatto ambientale attraverso l’iniziativa “L’Energia del Bosco”, realizzata al fianco di (RI)GENERIAMO.

L’obiettivo è  ambizioso: promuovere un nuovo modello nell’ambito delle politiche volontarie di neutralizzazione delle emissioni nocive delle aziende in Italia. “L’Energia del Bosco” infatti è il primo progetto in Italia a introdurre un accordo decennale dove la gestione forestale è finalizzata non solo a produrre legname ma anche a sviluppare servizi ecosistemici forestali che hanno come obiettivo la riduzione delle emissioni di CO2 da parte delle aziende oltre che promuovere il turismo sostenibile e incrementare la biodiversità, creando un valore condiviso a beneficio del territorio e delle comunità locali. L’iniziativa, realizzata in collaborazione PEFC Italia, vede Leroy Merlin e (RI)GENERIAMO impegnate in attività legate alla neutralizzazione di CO2 emessa nei propri negozi attraverso attività forestali in alcuni boschi italiani, a partire da quelli del Monte Tovo e del Vallone d’Otro in Valsesia (Piemonte). Grazie al supporto di (RI)GENERIAMO saranno attivate una serie di attività per incrementare l’assorbimento di anidride carbonica delle foreste o la sua non emissione. Tra le varie attività: l’allungamento dei tempi di taglio del bosco, l’individuazione di aree destinate alla libera evoluzione delle specie animali e vegetali o la prevenzione degli incendi boschivi.

La pianificazione delle attività, svolte secondo gli standard di gestione forestale sostenibile del PEFC, è a cura di Monte Rosa Foreste, associazione che unisce gli attori della filiera forestale nell’area montana e pedemontana di Valsesia. La realizzazione pratica degli interventi nell’area del Monte Tovo sarà realizzata dall’azienda agricola Il Faggio Rosso, proprietaria del bosco, mentre il Consorzio di Otro seguirà le attività delle foreste nel Vallone d’Otro. Gli effetti positivi di queste attività saranno quantificati in crediti di sostenibilità, cioè dei titoli equivalenti a una tonnellata di CO2 non emessa o assorbita grazie a un progetto di tutela ambientale, che saranno acquistati da (RI)GENERIAMO per conto di Leroy Merlin per neutralizzare l’impatto ambientale delle emissioni legate alle sue attività sul territorio italiano.

Il progetto, oltre ad avere un impatto positivo sugli ecosistemi delle foreste e sul cambiamento climatico, ha come ulteriore obiettivo la creazione di opportunità economiche e sociali per i territori coinvolti e le loro comunità locali. Un bosco sano, curato e gestito in modo consapevole e sostenibile può creare opportunità a livello professionale e turistico, dando vita a un indotto di cui può beneficiare l’intero territorio, soprattutto quelli a economia marginale. L’iniziativa ha già prodotto i primi risultati: la legna di castagno, certificata PEFC a partire dal 2022, proveniente dai boschi del Monte Tovo gestiti da Il Faggio Rosso, sarà acquistata da Aschieri De Pietri, azienda specializzata in pallets e imballaggi di legno. La collaborazione prevede, in una fase iniziale, l’acquisto tra le 15 e le 30 tonnellate di legna per la realizzazione di pali da giardino e materiali per l’arredamento.

Le prime iniziative attivate nei boschi del Monte Tovo e del Vallone d’Otro corrispondono rispettivamente a un equivalente di circa 20.000 tonnellate di CO2 stoccate o non emesse nei prossimi dieci anni. Questi primi risultati saranno rafforzati dai nuovi progetti in partenza nel 2022 nei boschi delle Comunalie Parmensi (Parma) e dei Comunelli di Ferriere (Piacenza), grazie ai quali sarà possibile evitare l’immissione in atmosfera di circa 70.000 tonnellate da qui al 2032, e in territori del Cuneese e della Liguria.

Legge anti-spreco: la voce dei protagonisti

Attraverso la piattaforma informatica Regusto, Leroy Merlin Italia può gestire la donazione delle proprie eccedenze. Il 14 settembre, grazie all’On Maria Chiara Gadda – prima firmataria della legge “anti-spreco” – abbiamo avuto l’onore di presentare la partnership e il progetto presso la sala stampa della Camera dei Deputati.
Di seguito presentiamo alcune testimonianze registrate a margine dell’evento.

On. Maria Chiara Gadda, prima firmataria della legge “anti-spreco”
Marco Raspati, Amministratore e Founder Regusto
Mauro Carchidio, Leroy Merlin Italia
Ambra Paoloni e Simone Di Pietro, Leroy Merlin Italia

E-Mobility: Enel X elettrifica i punti vendita di Leroy Merlin in Italia

Di Andrea Di Giorgio, Leroy Merlin Italia


È partita una nuova spinta per la diffusione della mobilità sostenibile in Italia grazie alla rinnovata partnership tra Enel X e Leroy Merlin. L’obiettivo delle due aziende è di elettrificare almeno ulteriori 10 punti vendita di Leroy Merlin con le tecnologie di ricarica fast e ultrafast di Enel X, un nuovo tassello che si inserisce nella sinergia avviata nel 2019 che ha portato all’installazione di circa 20 Infrastrutture di ricarica della business line globale di Enel in 10 punti vendita Leroy Merlin nel Paese.

“La partnership con Leroy Merlin conferma l’importanza per Enel X di collaborare con le più importanti aziende del Paese che condividono la visione della mobilità a zero emissioni” ha dichiarato Augusto Raggi, Responsabile di Enel X Italia “Interverremo elettrificando i punti vendita del Cliente con soluzioni di ricarica fast e ultrafast che garantiranno a chi guida un veicolo elettrico tempi rapidi per fare il pieno di energia in modo facile e sicuro. Si tratta di un servizio essenziale per assicurare una customer experience che faccia capire alle persone quanto sia vincente la scelta di passare dalla mobilità tradizionale a quella elettrica”.

“Siamo stati tra le prime aziende della GDO in Italia a credere nella mobilità sostenibile e siamo oggi orgogliosi di portare la nostra partnership con Enel X su un livello di efficienza e performance ancora più elevato. Con una presenza capillare sul territorio grazie ai nostri 50 punti vendita, possiamo offrire un servizio innovativo a tutti i cittadini, contribuendo in modo concreto alla diffusione dell’elettrico in Italia” ha dichiarato Mauro Carchidio, Direttore Immobiliare e Sviluppo Sostenibile di Leroy Merlin Italia.

Le infrastrutture di ricarica che installerà Enel X saranno le JuicePump, stazioni fast da 50 kW e le JuicePump Ultra, stazioni ultrafast con una potenza fino a 300 kW che consentiranno ai veicoli elettrici un’esperienza di ricarica veloce e sicura. Dei nuovi punti vendita di Leroy Merlin interessati dall’accordo, che si aggiungono ai 10 negozi già elettrificati con le JuicePole e JuicePump, almeno due disporranno dei caricatori ultrafast. L’accordo prevede inoltre la possibilità di implementare future collaborazioni e l’installazione di nuove tecnologie di ricarica come il JuiceMedia che integra la ricarica dei veicoli elettrici al passaggio di messaggi multimediali. Il completamento del progetto è previsto entro il 2022 con la copertura del servizio estesa a tutti i negozi Leroy Merlin in Italia interessati dal progetto. Tutte le stazioni saranno interoperabili e monitorate con le più avanzate tecnologie informatiche per il controllo e la gestione remota (“Electric Mobility Management”) e in grado di rispondere alle attuali e future esigenze di una mobilità urbana evoluta e sostenibile.

 L’interoperabilità è particolarmente importante per i possessori di un veicolo elettrico perché permette di effettuare la ricarica indipendentemente dalla società di vendita con la quale è stato stipulato il contratto. Enel X, che si occuperà anche della manutenzione delle infrastrutture, metterà a disposizione dei clienti che utilizzeranno le stazioni di ricarica installate nei negozi di Leroy Merlin anche l’App Enel X JuicePass, l’innovativa soluzione digitale che consente di ricaricare il veicolo utilizzando semplicemente l’App o la card associata. Grazie a questa partnership, Leroy Merlin Italia si configura come una delle prime catene del segmento casa in Italia ad essere dotata di punti di ricarica pubblica, affermando il proprio impegno per l’innovazione e il ruolo di pioniere nella grande distribuzione verso le tematiche legate all’ambiente e alla sostenibilità.

Costruiamo il futuro… a partire dalla scuola

Di Maria Beatrice Cerrino, Insegnante di Economia e Diritto nella Scuola Secondaria di secondo grado

Al via la “Fase 2” di (RI)GENERIAMO: intervista a Fabrizio Leopardi, Direttore Risorse Umane Leroy Merlin Italia

Progetti come quello de I FormidAbili, per l’inclusione lavorativa di persone con disabilità intellettive, hanno caratterizzato la fase di avvio di (RI)GENERIAMO, la società benefit sostenuta da Leroy Merlin Italia costituitasi a giugno del 2020.
Ora (RI)GENERIAMO sta entrando in una sorta di “Fase 2”, come spiega Fabrizio Leopardi, Direttore Risorse Umane Leroy Merlin Italia.

In cosa consiste la “Fase 2”?

In un momento di grande proliferazione di idee e progetti. Finora è stato compiuto un lavoro molto importante di base, che definirei istituzionale. Proprio grazie a quel lavoro si sono create le condizioni affinché si potessero affrontare, sempre nel solco della ricerca dell’impatto sociale e ambientale, temi ancora più complicati. Ed è quello che stiamo facendo ora. Potrebbe inoltre aiutarci, anche se non possiamo definirlo un aspetto trainante, l’uscita in corso dall’emergenza sanitaria, con il progressivo attenuarsi di misure di sicurezza che ci hanno permesso di mettere appunto in sicurezza le persone dell’azienda: intendo cioè che potrebbe esserci la possibilità di fare le cose con ancora maggiore semplicità, rapidità, determinazione, concretezza.

Può fare un esempio?

Prendiamo appunto il caso de I FormidAbili. Il progetto è nato proprio in periodo di emergenza Covid e si può considerarlo un classico caso in cui si è inverato il noto adagio “da cosa nasce cosa”. L’idea originaria era infatti quella di coinvolgere persone svantaggiate in un’attività lavorativa che avevamo immaginato per offrire maggiore sicurezza sia ai nostri collaboratori, sia ai clienti che entravano nei nostri Negozi: il coordinamento delle file in prossimità della casse dei Negozi. Nel corso del tempo l’idea si è sviluppata nella prospettiva di integrare un’opportunità professionale collegata in modo specifico al tipo di svantaggio di cui queste persone erano portatrici, con l’obiettivo finale di coinvolgerle pienamente nella vita del Negozio. Abbiamo cioè pensato a come mettere le loro specifiche caratteristiche, le loro “abilità diverse”, a disposizione dell’ecosistema lavorativo in cui veniva loro chiesto di operare, individuando allo scopo delle mansioni coerenti. Ciò ha configurato un’opportunità di lavoro più ampia e strutturata e, di conseguenza, la possibilità per queste persone di sviluppare maggiore autostima. Ora l’obiettivo è diffondere il progetto de I FormidAbili il più possibile all’interno dei nostri Negozi, cosa che vale anche per altri nostri progetti su cui stiamo lavorando in senso verticale, che è una delle dimensioni della “proliferazione” cui accennavo all’inizio: approfondimento, trasformazione, evoluzione continua, crescente diffusione. Ma parallela a questa c’è anche una dimensione orizzontale.

Vale a dire?

Aggiungere nuovi filoni di intervento. Il che discende da due scelte strategiche. Una è l’ambizione, che il Gruppo Adeo sta portando avanti in tutte le sue aziende e in tutti i paesi in cui è presente, di avere un’utilità dal punto di vista ambientale e sociale sempre più concreta ed evidente. L’altra è l’ambizione di Leroy Merlin Italia di amplificare sempre più la creazione di valore non solo economico per tutti i suoi stakeholder. Un’ambizione figlia della sensibilità che tantissime persone hanno in azienda e che sta diventando sempre più concreta e visibile, anche grazie alla presenza di un “contenitore” in cui può manifestarsi che è quello di (RI)GENERIAMO, che tra l’altro ha avviato il processo per la certificazione come B Corp per dare alla sua impostazione un senso più complessivo e riconosciuto sul mercato. Del resto in Leroy Merlin Italia uno degli obiettivi fondamentali che ci siamo posti, strategico e di lungo periodo, è quello di arrivare ad avere una comunità di diecimila “ambasciatori” della nostra utilità sociale.

Che tipo di comunità avete in mente e come pensate di aggregarla?

Quanto al tipo, mi riferisco a persone non interne all’azienda, bensì esterne. Che però entrino in una dinamica di supporto nei nostri confronti perché trovano nelle attività e progetti che proponiamo delle coerenze con loro bisogni o interessi. Quanto al come, lo scopriremo facendolo. Voglio dire che il bello di ciò che stiamo cercando di fare è che abbiamo chiare le intenzioni ma il percorso va costruito, individuato ogni giorno, restando aperti a ogni possibilità e allo scambio con l’esterno. Qui vale l’approccio piattaforma che è proprio anche del nostro modello di business: significa promuovere un modo di lavorare trasversale con attori che nei confronti dell’azienda sono portatori di interessi economici, sociali, ambientali, culturali. Significa creare una sorta di legame, una sintonia, tra noi che siamo all’interno dell’azienda, che abbiamo intenzione di fare determinate cose, e altre persone che all’esterno hanno voglia di trovare sbocchi ma non hanno un percorso già definito. Si cedono, in pratica, pezzi di creazione di valore per creare un valore ancora più grande e alto per un gruppo di soggetti più ampio della sola azienda, una sorta di comunità di interessi che è appunto un po’ interna e un po’ esterna. Ad attenuare, se non proprio ad abbattere, i limiti tra “dentro” e “fuori” ci potrà aiutare molto da una parte la transizione digitale, che offre strumenti di enorme utilità per lo scambio, la comunicazione, l’interconnessione, per far sentire le persone protagoniste. Dall’altra, un grande aiuto potrà venire dalla nostra stessa cultura aziendale, che è una cultura di partecipazione e coinvolgimento dal basso. Un elemento chiave per far accadere le cose.

World Cleanup Day digital

Di Stefano Grisenti, Leroy Merlin Italia


In concomitanza con il World Cleanup Day, previsto oggi  sabato 18 settembre, i collaboratori di Leroy Merlin Italia saranno coinvolti anche in azioni di pulizia digitale, al fine di ridurre l’impatto delle attività di smartphone e pc aziendali sull’ambiente.
Già da alcuni mesi, in affiancamento con i rappresentati green dei gruppi di generazione di Valore e gli ambasciatori digitali, tutti gli 8.000 leader hanno potuto accrescere la propria consapevolezza riguardante gli sprechi digitali, le attività energicamente onerose di server e connessioni ad alta velocità e, l’ingombrante presenza, sui vari devices, di file e documenti spesso inutili e obsoleti. Ecco quindi che, in questa giornata di pulizia fisica dell’ambiente, sarà promossa anche un’azione collettiva di cleaning della propria casella elettronica e del proprio disco drive al fine di eliminare, definitivamente, tutto ciò che non è necessario, mettendo ordine anche nel proprio mondo digitale. 
L’azione individuale di ciascuno, condotta congiuntamente nei servizi interni e nei punti vendita,  può impattare positivamente sull’attività digitale della nostra azienda liberando spazio prezioso, velocizzando i devices e riducendo consistentemente l’impatto sull’ambiente: conservare 1 GB di mail per 1 anno equivale al consumo energetico per la cottura di 20 pizze surgelate.

“Puliamo il mondo”: intervista ad Angly Fucà, Leroy Merlin Genova

Il 18 settembre si celebra in tutto il mondo il World Cleanup Day, la giornata mondiale dedicata appunto, come dice il nome, a “ripulire il mondo”.
Leroy Merlin ha deciso di sostenere questo evento di portata internazionale offrendo la possibilità ai suoi collaboratori di partecipare a iniziative promosse per l’occasione insieme ad altre organizzazioni della società civile.

Ne parliamo con Angly Fucà, Consigliere di vendita reparto Decorazione e referente Green del Negozio Leroy Merlin Genova.

Com’è strutturata l’iniziativa del World Cleanup Day a cui parteciperete?

L’organizzazione dell’iniziativa è a cura di The Black Bag, un’associazione di volontariato di Genova che grazie all’impegno dei suoi membri è attiva nella salvaguardia e tutela dell’ambiente, come ad esempio la pulizia e riqualificazione di luoghi quali aree verdi, parchi cittadini, spiagge. A sua volta The Black Bag è in contatto con The Different Group, una piattaforma di divulgazione e promozione culturale molto conosciuta a livello internazionale, di cui è diventata ambasciatrice nella nostra città proprio per l’iniziativa in questione, “Save the planet“, che si tiene appunto in occasione del World Cleanup Day in varie città d’Italia. Il nostro contatto con The Black Bag è avvenuto tramite i colleghi di Decathlon (Associazione Familiare Mulliez), che collabora ufficialmente all’organizzazione dell’iniziativa. Insieme a noi ci saranno inoltre persone della Scuola di Robotica di Genova e di un’azienda di trasporti navali, Hapag-Lloyd.

Quale sarà il vostro contributo per “ripulire il mondo”?

Andremo a ripulire dalla sporcizia e dai rifiuti una spiaggia della nostra città. Ne abbiamo individuata una che è vicina al centro, che è piuttosto grande ma anche, purtroppo, piuttosto sporca e abbandonata. Per dare un’idea del lavoro che ci aspetta, nei giorni scorsi sappiamo che altre associazioni hanno iniziato un lavoro di pulizia della spiaggia e hanno già raccolto una cinquantina di sacchi di rifiuti. Del nostro Negozio parteciperemo in circa una decina di persone e saremo impegnati a pulire per tutta la mattina del sabato. Più o meno altrettanti saranno i colleghi di Decathlon. Dall’azienda di trasporti, poi, si prevede partecipino alcune decine di persone: alla fine, quindi, saremo una squadra piuttosto numerosa. Contiamo poi di riuscire a coinvolgere qualcuno anche fra i nostri clienti.

Come pensate di coinvolgere i clienti?

Naturalmente inizieremo con il classico passaparola. Ma cercheremo di farlo anche puntando sulla nostra comunicazione sui social network (Angly Fucà è anche Ambasciatore Digitale per il Negozio LMI di Genova), dove per certi versi è più semplice provare a sensibilizzare le persone che spontaneamente dimostrano attenzione verso l’iniziativa entrando in contatto con noi, di cui cioè abbiamo una “traccia digitale”. A proposito di tracce digitali, sulla piattaforma The Different Group verranno poi diffusi i risultati di quanto saremo riusciti a fare: quante bottiglie avremo raccolto, quanti mozziconi di sigaretta, quanti “sacchi neri” di rifiuti avremo portato via.

È impegnativo fare da referente per iniziative come questa?

Seguire gli aspetti legati all’ambiente, all’ecologia, alle soluzioni di sostenibilità da sperimentare e attivare nei processi e nelle attività quotidiane, in sintesi a tutto ciò che può migliorare l’impatto della vita del Negozio in ambito ambientale e sociale, fa parte del mio ruolo di referente Green. E come Reporter LMI, che potremmo definire come una sorta di giornalista interno, mi occupo poi di divulgare all’interno le informazioni che riguardano tutti questi aspetti. Posso però dire che anche personalmente gli aspetti legati alla sostenibilità mi interessano e appassionano. Per cui mi fa piacere svolgere questo ruolo in un’azienda che mostra questo impegno e queste attenzioni, che ne fa direi una questione culturale, lanciando così un messaggio a mio avviso forte alla comunità in cui è inserita. Penso che sia una cosa di cui si può andar fieri.