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Gli AmicoEco

Anche per l’annualità scolastica 2020-2021 Leroy Merlin offrirà agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado italiane il percorso didattico “Gli AmicoEco”, comprensivo di tutte le risorse sviluppate negli anni  precedenti, che permetteranno di avviare riflessioni, in aula o a distanza, su:

  1. Clima ed energia – mediante due kit didattici dedicati alle scuole primarie e secondarie di primo grado, gli AmicoEco Kids e gli AmicoEco Junior
  2. Sostenibilità ambientale e consumo consapevole – mediante due strumenti digitali dedicati ai ragazzi con un’età compresa tra i 12 e i 16 anni, Foreste per tutti e Consumo consapevole
  3. La casa sana e sicura – mediante due kit didattici rivolti alle scuole primarie e secondarie di primo grado, gli AmicoEco Kids e gli AmicoEco Junior.
  4. Economia Civile – mediante uno strumento multimediale destinato alle scuole secondarie di secondo grado, Costruttori di futuro.
  5. Plastica – mediante un kit didattico interattivo rivolto agli studenti delle primarie e secondarie di primo grado, PlasticALT.

In questa annualità, sarà dato particolare risalto ad un’importante NOVITÀ, nata dall’esigenza di supportare i docenti nella gestione delle classi da remoto: quattro “lezioni pronte” sul tema Clima ed Energia (due per la scuola primaria e due per la secondaria di I grado), fruibili tramite il servizio di Educazione Digitale CLASSI VIRTUALI, attraverso le quali gli insegnanti potranno:

  • avviare un processo di conoscenza, veicolato da risorse pronte all’uso, quali test di assessment, video, momenti di verifica e project work, direttamente monitorabili;
  • interagire in diretta, senza limitazioni e intoppi, mediante chat e webinar.

Classi virtuali consentirà, inoltre, di:

  • iscrivere le classi in totale sicurezza, al fine della fruizione delle lezioni, nel rispetto della privacy degli studenti;
  • creare nuove lezioni;
  • condividere le proprie lezioni con i colleghi, in un’ottica di collaborazione interdisciplinare.

Un nuovo progetto di Alternanza Scuola Lavoro proposto da Leroy Merlin per l’anno scolastico 2020-2021, andrà a sostituirsi al precedente modulo proposto.

La nuova operazione, dal titolo “SPORTELLO ENERGIA”, si focalizzerà sul tema del risparmio energetico e della lotta alla povertà energetica.

Attraverso un’attività sinergica di apprendimento teorico-pratico, gli studenti arriveranno a farsi portavoce della lotta allo spreco, diventando promotori di un cambiamento nelle abitudini comportamentali della cittadinanza.

L’iniziativa “SPORTELLO ENERGIA” avrà un percorso dedicato su piattaforma Educazione Digitale, che verrà promosso presso gli Istituti scolastici e gli insegnanti del target, già iscritti alla piattaforma, mediante un’attività di dissemination a mezzo e-mail e social.

I docenti registrati potranno iscrivere le classi, che potranno svolgere i due moduli formativi proposti, “formazione in e-learning” e “project work”, a partire dall’01 Settembre 2020, fino al 30 giugno 2021.

Il tutor scolastico, dopo aver effettuato l’iscrizione della classe, avrà accesso a una serie di credenziali (user e password), associate ciascuna a un membro del gruppo.

Comunicando a ogni studente le proprie, darà al ragazzo/alla ragazza la possibilità di iniziare l’attività di PCTO.

moduli formativi previsti dal progetto certificheranno un totale di 35 ore di PCTO, così distribuite:

  1. formazione in e-learning = 20 ore.
  2. project work digitale = 15 ore.

La piattaforma, mediante un apposito gestionale documenti, consentirà ai tutor di sbrigare in modo semplice e veloce le pratiche burocratiche connesse all’attività.

FORMAZIONE IN E-LEARNING.

Gli studenti delle classi iscritte avranno la possibilità di fruire, direttamente dalla piattaforma, di 12 unità formative, da circa 30 minuti ciascuna.

Le unità saranno costituite da video lezioni  di approfondimento su specifiche tematiche e da test di verifica a risposta multipla.

Solo se ciascuno studente risponderà correttamente a tutti gli interrogativi potrà accedere all’unità successiva.

Al termine delle 12 lezioni, ogni ragazzo/a avrà accesso a un’unità finale, sviluppata dal Politecnico di Torino, costituita da un documento di approfondimento in pdf e da un questionario da 10 domande a risposta multipla.

Quando lo/la studente avrà completato le 13 unità formative in E-Learning si attiverà, per il tutor, la possibilità di accesso all’ATTESTATO, che potrà essere personalizzato con il nominativo del ragazzo/della ragazza.

A chiusura dell’attività formativa in e-learning, i ragazzi potranno dedicarsi alla parte “pratica” del progetto:

  • un’indagine statistica, condotta sulle famiglie del proprio comune, sul tema della povertà energetica;
  • l’elaborazione di consigli pratici da divulgare alla popolazione per promuovere l’efficientamento energetico domestico.

(RI)GENERIAMO: case, luoghi, prodotti, energie, tempi, persone, economie

ri-generiamo_lmi_coverRIgeneriamo è l’idea di fondo che sta guidando Leroy Merlin, che persegue l’obiettivo di creare relazioni tra le persone dove il negozio è il punto di raccordo capace di attivare con la partecipazione dei cittadini dei processi appunto di rigenerazione del territorio e di sostegno per i più bisognosi. Dal “fai da te” al “Fai da noi”, da “fare per sè” al “fare insieme”, rappresentano una dimensione collettiva che si può raggiungere solo attivando processi di scambio e di dono all’interno delle comunità. L’elenco dei progetti messi in campo da Leroy Merlin è cospicuo: dal Bricolage del Cuore al Cantiere fai da Noi;  dagli Empori fai da Noi alle Officina fai da noi fino ad Amico Eco e la Casa ideale – Bricolage civico. Complessivamente si calcola che nel 2017 tutte queste attività abbiano generato un BES, un Benessere equo e sostenibile, ossia un beneficio per le comunità dove Leroy Merlin opera pari a quasi 93 milioni di euro.
Leroy Merlin come insieme di persone che animano e rendono l’azienda viva crede fermamente nella possibilità di creare un beneficio equo sostenibile che rinnovi e arricchisca i capitali economico, ambientale, sociale e umano delle singole comunità. Sono numerose le iniziative che vedono l’azienda multispecialista in campo dove Leroy Merlin si preoccupa di organizzare corsi di formazione, fornisce materiali, supporto e collaborazione tutto gratuitamente.


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“La lampadina sospesa” per la lotta contro la povertà energetica

Sabato 3 ottobre, in tutti i  nostri 49 punti vendita  sarà possibile donare lampadine a risparmio energetico ad associazioni attive sul territorio, per illuminare le case di famiglie in difficoltà.
Con questa iniziativa intendiamo rafforzare il nostro impegno nella lotta contro la povertà energetica, ossia la difficoltà delle famiglie a basso reddito di pagare le bollette relative ai consumi di energia, con la seconda edizione dell’iniziativa solidale “La lampadina sospesa” i clienti avranno la possibilità di acquistare delle lampadine a risparmio energetico da donare ad associazioni attive sul territorio locale. Un’iniziativa, realizzata grazie alla partnership con l’impresa sociale Last Minute Market, che rilegge la celebre tradizione partenopea del “caffè sospeso”, declinandola secondo una chiave “energetica”: le lampadine donate alle associazioni, infatti, saranno destinate a illuminare le case di famiglie in difficoltà.

Dopo il successo registrato lo scorso anno con la prima edizione avviata nel punto vendita di Solbiate Arno (Varese), durante il quale sono state donate oltre 700 lampadine da destinare alle associazioni del territorio provinciale, quest’anno abbiamo deciso di estendere l’iniziativa, che rientra nella campagna di sensibilizzazione Spreco Zero di Last Minute Market, all’intero network di punti vendita italiani. L’obiettivo è quello di proseguire un cammino intrapreso nel 2017 attraverso iniziative dedicate a contenere il fenomeno della povertà energetica come l’installazione di dispositivi per il risparmio ed azioni di educazione degli utenti in grado di contenere questo fenomeno.

Un progetto che rientra nella strategia di Leroy Merlin votata alla “generatività sociale”, che si pone come obiettivo la creazione di valore condiviso aggiuntivo a beneficio delle comunità e dei territori, in particolare delle persone e delle famiglie in situazioni di disagio economico e sociale. È proprio in questo contesto che la povertà energetica è più diffusa: secondo i dati 2019 dell’European Energy Poverty Index (EEPI), in Italia sono oltre 3,9 milioni i nuclei familiari in una situazione di povertà energetica, tra famiglie in ritardo con i pagamenti delle bollette o non in grado di illuminare adeguatamente la propria abitazione.  

Da tempo in Leroy Merlin abbiamo attivato iniziative di sensibilizzazione nei confronti dei nostri dipendenti, dei clienti e delle realtà presenti sul territorio sul tema della povertà energetica . Per mettere in moto cambiamenti servono progetti  magari anche relativamente piccoli ma molto concreti. Siamo orgogliosi di aver esteso un progetto solidale come ‘La lampadina sospesa’ in tutta la nostra rete di negozi. La povertà energetica in Italia è un fenomeno sommerso, ma purtroppo molto diffuso, che l’emergenza Covid-19 ha decisamente accentuato. Le famiglie più vulnerabili vivono spesso in abitazioni poco efficienti dal punto di vista energetico, situazione che le espone al rischio di spese ancora più elevate. Tuttavia, qualche buona abitudine accoppiata a semplici dispositivi per il risparmio, come appunto le lampadine protagoniste di questa iniziativa, possono ridurre i consumi fino al 10%, permettendo di economizzare anche centinaia di euro all’anno sulla bolletta domestica.

“L’iniziativa ‘La lampadina sospesa’ s’inserisce in un percorso di collaborazione con Leroy Merlin più ampio, su progetti innovativi a duplice valenza ambientale e sociale attraverso i quali si rendono operativi alcuni principi base dell’economia circolare, quali l’aumento del tasso di utilizzo dei beni attraverso meccanismi di condivisione, e la riduzione degli sprechi grazie al recupero dell’invenduto dei negozi e la donazione a fini sociali. Queste iniziative, sostenute anche attraverso la campagna di sensibilizzazione Spreco Zero che festeggia la sua 10ª edizione, sono rese possibili grazie alla rete di ‘Empori Fai da Noi’ attiva sul territorio nazionale, sviluppata in partenariato con numerosi enti del terzo settore che si occupano di progetti di contrasto alla povertà energetica e abitativa. Un ulteriore valore aggiunto è il coinvolgimento e la sensibilizzazione di tanti cittadini, che il 3 ottobre decideranno di aderire” ha dichiarato Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market.

“World Cleanup Day”: Leroy Merlin con la Città di Ancona

Sabato 26 settembre inviteremo la cittadinanza a partecipare a un’azione civica a carattere ambientale per rafforzare il nostro impegno sul territorio. Parteciperemo infatti al “World Cleanup Day” e offriremo un aiuto concreto per la città di Ancona dove il prossimo anno è prevista l’apertura del nostro cinquantesimo punto vendita in Italia. . Sabato 26 settembre alle ore 9.30, il team Leroy Merlin accoglierà i cittadini in Piazza IV Novembre, nel centro storico di Ancona, per ripulire le vie cittadine dai mozziconi di sigaretta e rendere la città più bella e pulita.
Una grande raccolta rifiuti collettiva, che rientra nella campagna promossa da “Let’s Do It Italy”, per sensibilizzare la cittadinanza verso una cattiva “abitudine” comune a molte città in Italia e nel mondo dall’altissimo impatto ambientale. I filtri delle sigarette, infatti, sono il rifiuto più gettato al mondo: secondo i dati del Cigarette Butt Pollution Project, associazione ambientalista tra le prime a occuparsi di questo problema, dei 5,5 trilioni di sigarette consumate ogni anno nel mondo, quasi 5 trilioni di mozziconi sono gettati nell’ambiente, inquinando con le sostanze nocive che contengono strade, acque e terreni e mettendo a rischio la vita di molti animali, che spesso scambiano questi rifiuti per cibo.

L’evento rappresenta la prima iniziativa di Leroy Merlin sul territorio di Ancona, con l’obiettivo di rafforzare il nostro impegno a tutela dell’ambiente. 

“Siamo orgogliosi di prendere parte a un’iniziativa globale come il ‘World Cleanup Day’ nella città di Ancona, dove saremo presto presenti con un nuovo punto vendita. La bellezza delle nostre città, dei nostri mari e del nostro verde rischia di essere compromessa dalla presenza dei mozziconi di sigaretta, rifiuti che in pochi centimetri nascondono un impatto ambientale elevato. Sensibilizzando la cittadinanza e intervenendo di persona, desideriamo concretizzare l’impegno sul territorio. E questo sarà soltanto l’inizio di un lungo percorso volto a valorizzare il capoluogo marchigiano.” ha dichiarato Dario Ternavasio, Store Leader di Ancona di Leroy Merlin Italia.

Le storie di (RI)GENERIAMO: intervista con Erika Mattarella, Cooperativa sociale Liberitutti

La Cooperativa sociale Liberitutti di Torino è una delle realtà che hanno contribuito alla nascita di (RI)GENERIAMO, la società benefit sostenuta da Leroy Merlin Italia. Con Erika Mattarella, socia della cooperativa, parliamo del contributo fondamentale alla realizzazione delle mascherine di protezione, il primo prodotto di (RI)GENERIAMO, che è stato offerto dalle ragazze coinvolte nel progetto di sartoria sociale Nidò promosso dalla cooperativa.

In cosa consiste il progetto Nidò?

Fra i servizi della nostra cooperativa, uno consiste nel girare la provincia di Torino facendo prevenzione per le ragazze vittime di tratta. Alle ragazze che incontriamo e che esprimono la volontà di cambiare vita, una scelta che non può che essere personale e che come si può immaginare non è per nulla semplice da fare, viene proposto di entrare in un percorso di accoglienza e di inclusione in comunità. Ci sono ragazze che effettivamente non vedono l’ora di avere l’opportunità di cambiare vita, altre invece purtroppo non riescono ad immaginarsene una diversa. Questo servizio è diventato il progetto Nidò: l’idea di fondo è offrire a tutte queste ragazze momenti di socializzazione, come ad esempio serate di musica e di cucina, insieme a opportunità di crescita personale e di crescita di soft skills. Tutte cose che le possono aiutare a “vedere” che un altro mondo esiste e che, se vogliono, ce la possono fare.

Come sono state coinvolte nell’attività di (RI)GENERIAMO?

Oltre che per noi, per le ragazze è stata un’occasione eccezionale, anche dal punto di vista economico. Le mascherine vere e proprie sono state realizzate da un gruppo sartoriale, mentre un altro gruppo lavorava al confezionamento, alla pinzatura, all’imbustamento e all’inscatolamento. So che queste ultime possono sembrare operazioni banali, ma sono state importanti per far sentire le ragazze coinvolte. Inoltre, hanno migliorato la loro capacità di lavorare e di lavorare in gruppo, insieme. Anche perché è stato un impegno intenso, concentrato in tempi abbastanza ristretti.

Che impatto ha avuto quest’esperienza sulle ragazze?

Basti pensare che alla fine diverse di loro hanno chiesto se non ci fosse altro lavoro da fare, perché desideravano continuare. La possibilità di svolgere un lavoro manuale, infatti, può avere un impatto particolarmente importante su queste ragazze. Molte sono in grado di farlo, alcune erano già molto brave nel cucito, altre hanno imparato, in genere tutte essendo giovani sono appassionate di moda e hanno piacere ad essere coinvolte nella progettazione e realizzazione di qualcosa che alla fine si indossa. Sono state coinvolte anche ragazze analfabete che potevano comunque contribuire in modo valido al lavoro. Ognuno, infatti, ha delle specifiche competenze. Occorre però cercarle e dare alle persone il tempo prima di farle emergere, poi di affinarle.

C’è una storia in particolare, di quest’esperienza, che vuole raccontare, magari perché emblematica?

Quando ci sono belle storie fa certamente piacere raccontarle, ma è importante soprattutto che la bella storia venga vissuta, che produca un impatto reale sulla vita delle persone. Mi viene in mente il caso di una delle nostre ragazze che ha intrapreso un percorso di tirocinio proprio per imparare a cucire bene, intendo professionalmente. Ora, che stiamo ragionando con (RI)GENERIAMO per realizzare altri prodotti, per lei potrebbe non essere più solo un’occasione temporanea ma un lavoro a tutti gli effetti, un lavoro vero. A parte il singolo caso personale, comunque, credo che il risultato più importante di progetti come questo sia che le persone sviluppano la consapevolezza di possedere una competenza. Che può essere spesa per trovare lavoro, mantenersi, costruirsi una vita migliore. È una cosa bellissima! Intorno a noi è pieno di persone con competenze importanti, ma nascoste. Che per emergere hanno bisogno di occasioni come queste. A volte si pensa che le persone fragili, che accudiamo, non abbiano competenze e abbiano solo bisogno di essere costruite, come dire, da zero. Forse, invece, queste persone hanno solo bisogno di trovare le motivazioni per ricostruirsi. Per rigenerarsi, appunto.

Leroy Merlin Italia aderisce al Digital Cleanup Day

Di Stefano Grisenti, Leroy Merlin Italia


Anche Leroy Merlin Italia aderisce al Digital Cleanup Day previsto per sabato 19 settembre 2020.
Nato nel 2018 in Estonia, figlio del più famoso World Cleanup Day, il Digital Cleanup Day mira a sensibilizzare ciascuno di noi sull’impatto che la nostra attività digitale fatta di mail, sms, chat, video ha sull’ambiente. Spesso siamo portati a considerare che il mondo digitale abbia un basso impatto ambientale, in realtà non è così, l’impronta di CO2 di Internet e dei sistemi che la supportano rappresentano circa il 3,7% delle emissioni globali di gas serra, che è simile alla quantità prodotta globalmente dall’industria dei trasporti aerei.
Alcuni studi stimano che, in 10 anni,  la rete Internet produrrà il 20% dei gas serra del mondo.
É per questo che vogliamo, con tutti i 7.000 collaboratori di Leroy Merlin Italia, offrire un contributo di sensibilizzazione generale sul tema e un’azione mirata di riduzione delle emissioni di anidride carbonica legate alla nostra quotidianità lavorativa digitale. Il recente passaggio a GSuite sicuramente ci agevolerà in questa operazione di pulizia e di ottimizzazione delle caselle di posta elettronica, immagini, programmi, file dimenticati (e ingombranti) sui nostri device.
Attraverso workplace e, l’azione di animazione e di coinvolgimento dei gruppi di generazione di valore e i reporter Leroy Merlin, siamo convinti di portare, in questa azione di cleaning digitale globale, il nostro tangibile contributo.

Libera…mente a Palermo

Di Angela Natoli, Cooperativa Libera…Mente


La cooperativa Libera…mente nell’ ambito dell’accordo con ANCI ha beneficiato degli acquisti con la modalità “casa ideale”, per migliorare, abbellire e organizzare spazi e luoghi destinati ad attività socializzanti ed inclusive. I materiali elettrici e per illuminazione e le vele acquistati sono stati utilizzati per lo spazio esterno di un immobile nella disponibilità di Don Ugo di Marzo parroco della Chiesa Maria SS. Delle Grazie a Roccella, mentre per gli interni sono stati utilizzati le piastre per termosifoni, rubinetteria e materiale elettrico. I divanetti, le poltroncine e le sedie sono stati utilizzati invece per uno spazio in cui la coop. è partner, con l’Assoc. Centro PENC, denominato SAFE SPACE, in cui donne migranti si incontrano con la Dott.ssa Monti, etnopsicologa, per fare emergere attraverso attività di circle time e di condivisione di spazi e attività le loro fragilità e i loro bisogni, mentre i loro bambini vengono accuditi da educatori della cooperativa. Le pedane, che ritiriamo ogni 15 gg, grazie alla bravura di Benny Faraci, vengono utilizzati per realizzare divanetti, gazebi, tavolini e fioriere, ed anche un carretto, per attrezzare una porzione di terreno dell’Area verde del Castello di Maredolce che la cooperativa ha in affidamento dalla Soprintendenza ai Beni culturali e che sarà adibito a “asilo nel bosco” per outdoor education. I materiali di giardinaggio sono stati utilizzati per realizzare un orto didattico presso l’asilo nido “Università dei piccoli”, asilo nido aziendale dell’Università degli Studi di Palermo di cui la coop. è ente gestore.

La mission della cooperativa prevede la rigenerazione di spazi urbani che diventino luoghi di aggregazione per contrastare le marginalità e agevolare i processi partecipativi. La Cooperativa ha sviluppato e consolidato la propria esperienza professionale nell’ambito dell’agio e del disagio attraverso attività di progettazione e/o realizzazione di interventi socio-assistenziali, socioeducativi, socio-sanitari, animativi, rivolti prevalentemente a diversamente abili, minori, giovani, anziani, extracomunitari e persone ad alto rischio di emarginazione. Vanta una equipe multi disciplinare con formazione specifica nell’ambito della migrazione. Negli ultimi anni ha investito gran parte delle proprie risorse ed ha una esperienza maturata nella promozione, avvio e gestione di attività e/o servizi finalizzati ad un percorso di orientamento che faciliti l’acquisizione di conoscenze e strumenti utili all’accesso al mondo del lavoro rivolto a minori stranieri non accompagnati e all’inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati. Ogni settore d’intervento rimanda a una rete di rapporti e relazioni fondamentali per il nostro progetto complessivo. Per questo motivo nella nostra Mission, lavorare con gli individui, significa lavorare con la rete delle loro relazioni familiari, in sinergia con la rete territoriale istituzionale (ASL, Servizi Sociali, Tribunale Minorile, Prefetture, Questure, Ong, Università degli Studi di Palermo scuola di lingua italiana per stranieri, ecc.).

Catacombe di Napoli

Sustainable Development Goals 10 Ridurre le disuguaglianzeObiettivo n° 10: RIDURRE LE DISUGUAGLIANZELa comunità internazionale ha fatto progressi significativi per sottrarre le persone alla povertà.  Le nazioni più vulnerabili – i paesi meno sviluppati, i Paesi in via di sviluppo senza sbocco sul mare e i piccoli stati insulari in via di sviluppo – continuano a farsi strada per ridurre la povertà. Tuttavia, l’ineguaglianza persiste e rimangono grandi disparità di accesso alla sanità, all’educazione e ad altri servizi. Inoltre, mentre la disparità di reddito tra i diversi paesi sembrerebbe essersi ridotta, la disparità all’interno di un medesimo paese è aumentata. Cresce il consenso sul fatto che la crescita economica non è sufficiente per ridurre la povertà se non si tratta di una crescita inclusiva e se non coinvolge le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile – economica, sociale e ambientale. Per ridurre la disparità, le politiche dovrebbero essere universali e prestare attenzione ai bisogni delle popolazioni svantaggiate e emarginate.

https://unric.org/it/obiettivo-10-ridurre-lineguaglianza-allinterno-di-e-fra-le-nazioni/

Per descrivere e concretizzare l’obiettivo 10 abbiamo deciso di proporre la storia delle Catacombe di Napoli e la Cooperativa La Paranza.

La Cooperativa è stata fondata nel 2006, nel quartiere Sanità di Napoli, un quartiere diviso tra contrasti e grandi risorse. La cooperativa è nata in uno dei quartieri di Napoli in cui è più evidente la convivenza tra grandi differenze socio-culturali ed enormi risorse. Proprio da queste è iniziato un cammino di autosviluppo, ed è per questo che SI è deciso di mettere le singole esperienze al servizio del Rione Sanità, non per cambiare città, ma per cambiare la città.

http://www.catacombedinapoli.it/it

Lotta alla povertà energetica: il 3 ottobre 2020 torna “La lampadina sospesa”

La povertà energetica è l’incapacità economica di far fronte alle spese per i bisogni energetici essenziali (riscaldamento, acqua calda, energia elettrica). Secondo le stime riguarda fino a 4,5 milioni di famiglie in Italia, in pratica tra il 10% e il 17%. Più di una famiglia su dieci!
Tra le cause, le risorse economiche modeste delle famiglie. Oggi 5 milioni di persone vivono in povertà assoluta in Italia, più dell’8%, record dal 2005. Queste persone non possono permettersi una serie di beni e di servizi essenziali, ed hanno il 60% di probabilità in più rispetto alla norma di non potersi permettere il minimo fabbisogno di energia.
Il prezzo dell’energia continua ad essere altissimo, tanto che l’Italia è al di sopra della media Europea nel prezzo dell’energia elettrica, ed è al terzo posto in UE per prezzo (decrescente) del gas naturale, che alimenta la maggior parte delle caldaie. Tra il 2000 e il 2016 il prezzo dell’energia in Italia è aumentato del 60% per l’elettricità e del 35% per il gas, generando consumi medi annui per famiglia di circa 500 €/anno per l’elettricità e circa 1100 €/anno per il riscaldamento. Le famiglie più vulnerabili vivono in abitazioni scarsamente efficienti dal punto di vista energetico e sono più esposte al rischio di spese ancora più elevate, rischiando di rimanere intrappolate in una spirale di indebitamento e in condizioni di vita proibitive. Tuttavia, qualche buona abitudine accoppiata a semplici dispositivi per il risparmio che si trovano nei negozi di bricolage, può ridurre i consumi fino al 10%, permettendo di economizzare anche centinaia di euro all’anno sulla bolletta domestica.

Le famiglie vulnerabili spesso non ci pensano, alle prese con problemi quotidiani molto più gravi: allora pensaci tu e fai un piccolo dono a chi ne ha bisogno. Ma non dimenticare di prestare attenzione anche ai tuoi consumi!

L’economia della speranza

Di Domenico Cravero, sociologo e psicoterapeuta, parroco a Poirino (To)


In tempi difficili, la speranza è la risorsa più preziosa perché è un bene raro. Avere speranza significa infatti intravedere quello che non c’è ancora. Non è però fantasticheria, che si accomoda ai bordi della storia e aspetta che le cose capitino. La speranza, invece, è attiva e dinamica. È il desiderio che diventa reale attraverso l’azione. La speranza efficace, infatti, richiede organizzazione: si deve sapere che c’è una possibilità, che si può immaginare un’alternativa, che esiste un futuro.

È possibile costruire sulla speranza un’economia reale e sostenibile.

Riflettendo su una lunga esperienza di imprese sociali (avviate fin dal 1983) ho provato a riassumere in un volume “Economia della Speranza” (Ecra 2019) gli elementi essenziali di questo modo di fare impresa.

L’economia della speranza si propone di restituire all’economia il suo fine originario: la massimizzazione del bene comune. Ritiene che una saggia e competente gestione d’impresa contribuisca alla crescita locale della partecipazione democratica. Osserva che se il motore dell’economia è il profitto, si lavora con maggiore profitto quando si vive l’esperienza di far parte di una comunità. Considera quindi come valori di orientamento e come fattori premianti la giustizia, la democraticità, la cooperazione e la sostenibilità.

L’economia della speranza pensa il mercato come luogo di incontri interpersonali e come rete d’imprese sostenibili e non solo di scambi commerciali. Così inteso, il mercato favorisce una società più fraterna che cerca di prestare un’attenzione privilegiata a chi dispone di minori capacità o vive in condizioni sociali meno favorevoli. Il Profitto non è più lo scopo prioritario dell’attività imprenditoriale. Lo è il bene comune.

L’impresa di speranza si adopera con responsabilità, quindi, per mettere la persona al centro, per valorizzare il lavoro come attività umana, per anticipare i bisogni dei clienti e del mercato, per trasmettere adeguati valori, favorire le relazioni, produrre un impatto “buono” sul territorio, sulla società, nel mondo.

Per essere efficace la speranza deve avere potenza (pathos) deve essere cioè performativa. Ho così suddiviso in quattro tappe la metodologia della speranza: immaginare, inventare, conoscere, agire.

  1. Immaginare. Per essere generativi occorre immaginare un percorso non ancora esplorato; è necessario misurare ciò che conta davvero anticipando il nuovo che sarà. Saper immaginare il futuro (o almeno saperlo intuire o prevedere) consente alle Imprese di anticipare i nuovi bisogni dei clienti, del mercato e della società, e di indirizzare la propria produzione su terreni più giusti, più equi, più sostenibili.
    Pensiamo che gli Imprenditori di Speranza siano quelli capaci di notare prima di altri un bisogno insoddisfatto o non ancora espresso, trasformando i problemi in possibilità di bene comune. Innovare è avere occhi capaci di vedere opportunità di mutuo vantaggio e di crescita.
  2. Inventare. Non ogni immaginazione però è anticipatrice di speranza ma solo quella che inventa una nuova realtà. Le imprese e le persone, capaci di riaggiustare le speranze originali e di non mollare le aspettative sono più innovative e feconde. Chi è capace di cambiare, conservando le motivazioni originali, è più motivato al lavoro. La speranza, come metodo, considera effetti già implicati nella realtà, ma non ancora realizzati. Ha a che fare con la lotta, con il limite e l’ostacolo. L’invenzione scaturisce dall’immaginazione ma poi la supera e diventa esperienza autonoma, raccordandosi all’ambiente che la assume e la organizza.
  3. Conoscere. Non ogni invenzione avvia un processo di azione. Solo quelle che scaturiscono dal duro lavoro della conoscenza e, a loro volta, lo amplificano e lo continuano. S’inventa conoscendo, si conosce mentre s’inventa. La domanda che l’imprenditore creativo sempre si propone, è “Che cosa posso sperare?” è indisgiungibile dall’altra: “Che cosa posso conoscere?”. Nella società complessa si partecipa solo se si conosce. La conduzione di un’impresa sociale esige competenza e conoscenza.
  4. Agire. Si conosce davvero solo ciò che si fa. L’agire completa il processo e ne trasmette il senso. L’azione è il termine del processo dell’economia della speranza.

Imprenditore sociale è chi sa sperare in un domani migliore dell’oggi e agisce in quella direzione. La speranza è realista, non si pone obiettivi di pura fantasia, non ama le utopie. Vive in un costante conflitto: ha bisogno di essere realistica e acquisibile, ma il suo immaginario supera la realtà.

Per un’economia bella

Il Lavoro come “attività umana” può rendere più bella la Terra e nell’economia bella i prodotti sono anzitutto storie di qualità umana. Si vendono esperienze, significati e non solo merci. Nascono così luoghi in cui le persone fioriscono, dove il piacere di vivere entra nel lavoro quotidiano. E quando si è capaci di lavori “ben fatti”, l’economia si consolida e si sviluppa.

L’Impresa di Speranza sa bene che ogni persona aspira non solo a lavorare, ma a operare a un certo livello di responsabilità e di creatività. Si attiva per soddisfare questo desiderio perché è consapevole che le persone più gratificate sono anche quelle più produttive. Si assume così l’impegno etico di sostenere il lavoratore nella ricerca della propria vocazione lavorativa e professionale.

La legge della vita è la biodiversità, la fecondità come espressione della varietà e della contaminazione. E’ la diversità (delle capacità, delle abilità e dei contributi) che rende generative le persone ed è la generatività a fornire la più profonda motivazione personale.

Il lavoro intriso di senso spirituale si è rivelato, nella storia, più efficace ed innovativo. Chi acquista un prodotto “di speranza” cerca uno “stile di vita” basato sugli stessi valori.

Sono arrivate le mascherine di (RI)GENERIAMO

La mascherina (RI)GENERIAMO è il risultato di un progetto etico a filiera trasparente “dalla A alla Z”. Il tessuto è frutto di una ricerca che coniuga l’eticità del produttore con i certificati di atossicità. Il packaging è realizzato in carta riciclata dalla Tipografia della Cooperativa Sociale Il Margine che integra persone con disabilità. La produzione manifatturiera è il frutto della collaborazione tra il laboratorio industriale FM e le ragazze del progetto Nidò. Nidò è un progetto di sartoria sociale nato dall’idea di un artista, Francesco Liberti, e alcuni operatori sociali della Cooperativa Liberitutti impegnati in progetti di accoglienza per donne richiedenti asilo e rifugiate. Come raccontano le creatrici del progetto: “Nidò” trova la sua origine nella parola inglese “Needle” (ago) e che pronunciata in pidgin english suona come “nidò”. il nido è un posto amorevole, sicuro e protetto.”

Non da ultimo, la mascherina (RI)GENERIAMO un prodotto a basso impatto ambientale perché essendo dotata di portafiltro ha un utilizzo illimitato e non diventa rifiuto. Finita la pandemia potrà essere un utile e simpatico borsellino!