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(RI)GENERIAMO: case, luoghi, prodotti, energie, tempi, persone, economie

ri-generiamo_lmi_coverRIgeneriamo è l’idea di fondo che sta guidando Leroy Merlin, che persegue l’obiettivo di creare relazioni tra le persone dove il negozio è il punto di raccordo capace di attivare con la partecipazione dei cittadini dei processi appunto di rigenerazione del territorio e di sostegno per i più bisognosi. Dal “fai da te” al “Fai da noi”, da “fare per sè” al “fare insieme”, rappresentano una dimensione collettiva che si può raggiungere solo attivando processi di scambio e di dono all’interno delle comunità. L’elenco dei progetti messi in campo da Leroy Merlin è cospicuo: dal Bricolage del Cuore al Cantiere fai da Noi;  dagli Empori fai da Noi alle Officina fai da noi fino ad Amico Eco e la Casa ideale – Bricolage civico. Complessivamente si calcola che nel 2017 tutte queste attività abbiano generato un BES, un Benessere equo e sostenibile, ossia un beneficio per le comunità dove Leroy Merlin opera pari a quasi 93 milioni di euro.
Leroy Merlin come insieme di persone che animano e rendono l’azienda viva crede fermamente nella possibilità di creare un beneficio equo sostenibile che rinnovi e arricchisca i capitali economico, ambientale, sociale e umano delle singole comunità. Sono numerose le iniziative che vedono l’azienda multispecialista in campo dove Leroy Merlin si preoccupa di organizzare corsi di formazione, fornisce materiali, supporto e collaborazione tutto gratuitamente.


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A Fiumicino in volo verso la generatività

Di Ambra Paoloni, Leroy Merlin Italia


L’8 Gennaio a Fiumicino abbiamo dato il via ad una “buona pratica”: quella delle donazioni della merce non vendibile.

Il negozio mette da parte i prodotti, le associazioni no profit interessate li ritirano, li ri(generano) e li riutilizzano per le loro “buone pratiche”.

Questa è un’attività semplice, sostenibile, solidale, che produce impatti positivi, crea circoli virtuosi e ri(genera) persone, prodotti e perimetri.

Un attività dal piccolo impegno che produce un grande impatto… e pensate come si amplificherebbero gli effetti positivi che potremmo produrre se in tutti i nostri negozi mettessimo in atto “buone pratiche” ri(generative) come questa.

La società benefit (RI)GENERIAMO di cui siamo parte, ce lo insegna: essere generativi è un modo nuovo di pensare e agire, è un modo di guardare al futuro e lo si può imparare, praticare e trasmettere anche ai nostri clienti per amplificare ancora e ancora gli effetti e gli impatti positivi in un circolo virtuoso che si alimenta da solo e non si esaurisce mai.

La generatività non solo accade, ma può essere facilitata, sviluppata, stimolata: se vogliamo essere generativi e raccogliere la sfida di dare vita ad azioni socialmente orientate, capaci di creare relazioni responsabili di un risultato che fa bene a tutti e tutte, possiamo iniziare da piccole concrete attività e gesti che possono nutrirsi e espandersi e produrre impatti positivi ben più ampi dello stimolo iniziale.

Qui a Fiumicino compiamo azioni (RI)generative quotidianamente: quando indossiamo la spilla del progetto “I FormidAbili” per ricordare a noi stessi, ai colleghi e ai nostri clienti che essere formidabili non ha a che fare solo con l’inserimento di Ivano e e della creazione del negozio inclusivo, ma anche e soprattutto con la voglia di continuare la vita di tutti i giorni, con il desiderio che “la bufera” passi presto, con la voglia di tornare a scambiarci sorrisi, strette di mano, abbracci. Non lo trovate formidabile?

(RI)GENERIAMO perché abbiamo iniziato i cantieri “useful” presentandoci e condividendo tre parole positive, che hanno parlato di noi, delle nostre caratteristiche, dei nostri punti di forza, delle nostre risorse, tante parole potenti che hanno ridotto la distanza.

Siamo (RI)generatori quando ci mettiamo in gioco, proviamo, sperimentiamo, “corriamo dei rischi”, ogni giorno, come parte del nostro mestiere: nella creazione di relazioni nuove o nel consolidamento di quelle vecchie o quando accogliamo i clienti o ci confrontiamo con i colleghi o con noi stessi.

(RI)GENERIAMO iscrivendoci e partecipando ai cantieri “useful” per proporre idee e progetti, per interesse o anche solo per curiosità o per la voglia di esserci, per far parte di un processo che cambierà prospettive e approcci, un’opportunità per prenderci cura del nostro pianeta e dei suoi abitanti tutti.

(RI)GENERIAMO indossando il coprimascherina realizzato nell’ambito del progetto “Made in Carcere” che porta con sè il coraggio e la fiducia verso il futuro di tutte le donne detenute che lo hanno realizzato e che ci ricorda che si può (RI)generare anche la vita stessa.

(RI)GENERIAMO attraverso i microprogetti di “Casa Ideale”: quando sosteniamo l’asilo incendiato dopo un atto vandalico, o la scuola elementare per la realizzazione di spazi all’aperto da destinare all’outdoor education; oppure quando aiutiamo le associazioni che si occupano di malati terminali e pazienti pediatrici. (RI)GENERIAMO con il supporto alla casa famiglia per organizzare corsi di formazione ai minori “non accompagnati” seguiti dal tribunale dei minorenni di Roma, oppure attraverso il sostegno all’associazione che si occupa di ortoterapia per malati psichiatrici.

Insomma, stiamo imparando a vedere gli ostacoli come sfide e opportunità, stiamo apprendendo un nuovo modo di guardare al futuro, stiamo sperimentando come le piccole azioni possono davvero produrre dei cambiamenti positivi e lo stiamo facendo insieme.

Noi a Fiumicino ci crediamo e siamo consapevoli che le grandi imprese nascono da piccole opportunità!

I prodotti di Made in Carcere per (RI)GENERIAMO: intervista con Luciana Delle Donne, fondatrice della cooperativa sociale Officina Creativa

Dai prossimi giorni in tutti i Negozi Leroy Merlin sul territorio italiano saranno in vendita accessori tessili realizzati da Made in Carcere, brand della cooperativa sociale Officina Creativa che ha avviato una collaborazione con (RI)GENERIAMO, la società benefit sostenuta da Leroy Merlin Italia. Ne parliamo con Luciana Delle Donne, fondatrice di Officina Creativa.

Quali sono i prodotti realizzati da Made in Carcere per (RI)GENERIAMO?

Sono presine e grembiuli multi-tasche, che possono contenere una varietà di oggetti: dalle spazzole per i capelli al cellulare, dalle penne ai cucchiai in cucina e altro ancora. Possono molto ben figurare anche come regali per le prossime festività natalizie. Tra l’altro regali etici e sostenibili. Per realizzarli abbiamo infatti recuperato tessuti in esubero delle aziende tessili che sarebbero rimasti altrimenti inutilizzati, abbandonati, e che avrebbero sicuramente prodotto anche un impatto ambientale importante, e negativo, per il loro smaltimento. La lavorazione di questi prodotti avviene in luoghi di particolare disagio ed emarginazione, come le carceri, e coinvolge persone che in questo lavoro trovano una importante e forse unica prospettiva di riscatto. Con la possibilità di costruirsi con le proprie mani, è davvero il caso di dirlo, un futuro migliore. Aggiungo che questi prodotti possono portare una nota di allegria nelle nostre case in un contesto purtroppo piuttosto grigio, per le note difficoltà legate alla crisi Coronavirus, come quello che ha caratterizzato quest’anno e che speriamo stia però per finire. Sono prodotti che in un certo senso vogliono colorare la vita delle persone riportandoci a valori che definirei primari: la misericordia, il rispetto verso gli altri, verso l’ambiente che ci circonda.

Made in Carcere da molti anni è una delle più belle storie italiane di economia a impatto sociale. Quali sono le affinità con (RI)GENERIAMO?

In effetti possiamo affermare che la nostra attività con Made in Carcere ha fatto da apripista in Italia per quanto riguarda il lavoro che coniuga l’inclusione sociale, con riferimento prioritario all’universo carcerario italiano, e l’impatto ambientale positivo. Che sono i due pilastri della nostra esistenza, ma non solo della nostra. Oggi vediamo che il mercato è ormai stanco, è fondato su un modello vecchio di economia, che non può contare più sui pilastri che lo giustificavano un tempo. Per questo crediamo che fare la strada insieme con altri rappresenti una sinergia necessaria per continuare a competere e allo stesso tempo per dare vita a un modello di mercato nuovo, con nuove regole, motivazioni, obiettivi. Siamo molto felici di aver avviato questo percorso insieme a (RI)GENERIAMO e a Leroy Merlin, perché ritroviamo gli stessi principi e le stelle “molle” che muovono da sempre il nostro operato: concetti come benessere, impatto sociale, economia rigenerativa. Mettere insieme le forze è necessario per realizzare progetti caratterizzati buon senso, qualità, dal rispetto dell’etica e dell’ambiente.

Un’attività economica rigenerativa da cosa è caratterizzata?

Dare e darsi sono la nuova frontiera della ricchezza. L’idea è quella di poter aiutare delle persone in estremo disagio, che hanno diritto a provare a ricostruire la propria vita con dignità e consapevolezza, facendolo in modo etico e sostenibile. Attraverso la vendita di questi prodotti si mantiene viva la loro speranza di una vita migliore. Per chi li acquista, significa portarsi a casa e testimoniare l’esistenza di una catena del valore che è fatta di amore e solidarietà, che aiuta ad aiutare. A rigenerare, appunto. Per definire e valutare un’attività economica o la stessa economia in generale, misure come il PIL non bastano più: è ora di parlare di BIL, di Benessere Interno Lordo.

Il benessere può essere considerato la nuova misura del successo?

Direi benessere combinato a impatto sociale. Ci stiamo lavorando con un approccio accademico e scientifico che mira a definire e valutare l’impatto sociale che riusciamo a generare con la nostra attività all’interno delle carceri. Lo utilizzeremo anche per un nuovo progetto che stiamo facendo partire, le sartorie sociali di periferia. L’emergenza Covid-19 ci ha fatto rallentare, ma lo stiamo comunque portando avanti insieme alla Fondazione Con il Sud, che ha scelto di investire per lo sviluppo di questa progettualità. Grazie a tale sostegno stiamo anche creando una Social Academy, a Lecce, che ha l’obiettivo di formare i formatori: stiamo cioè trasferendo il nostro know-how, e anche un po’ la mia passata esperienza nel lavoro in banca e nella finanza, per provare a strutturare una “organizzazione industriale del bene”. Vorremmo avvicinare altre realtà, oltre una decina quelle con cui siamo già in contatto, per aiutarle a sviluppare delle attività etiche, sostenibili, ad alto impatto sociale: una rete di organizzazioni ispirate a un modello di economia rigenerativa.

Auguri!

Gli auguri di Natale di quest’anno sono molto particolari perché quest’anno è stato un anno molto particolare. Ci ha messo alla prova duramente, tutti, nelle nostre famiglie, nel nostro lavoro, nelle nostre comunità. Per farvi fronte ci ha imposto di fare appello a tutte le nostre risorse, anche a quelle che forse non sapevamo di possedere, e di metterle a disposizione a beneficio di chi ne aveva maggiore e più urgente bisogno. Perché questo è stato il modo per aiutare, anche, noi stessi.

Proprio per questo l’anno che si chiude ci ha obbligati a riscoprire e a rimettere al centro delle nostre vite, personali e professionali, valori che da sempre sono a fondamento della convivenza fra gli uomini, ma che troppo spesso abbiamo messo in secondo piano perché, forse, li davamo per scontati. No, non sono scontati. Anzi, vanno riaffermati in ogni nostra azione quotidiana. Ed è proprio su questi valori che dobbiamo fondare la rinascita dopo la crisi della pandemia che ha sconvolto le nostre vite.

È l’ora di essere inclusivi: non c’è rinascita se non c’è inclusione, se ognuno non è messo nelle condizioni di partecipare dando il meglio del suo contributo a beneficio degli altri.

È l’ora di considerare e vivere il nostro lavoro, il modo in cui siamo sul luogo di lavoro, il modo in cui coltiviamo le relazioni sul lavoro, come una delle forme più alte di contributo che possiamo offrire a beneficio di tutti, degli altri come di noi stessi.

È l’ora di mettere tutta la nostra creatività al servizio del nostro lavoro e quindi al servizio degli altri, perché è nel beneficio collettivo che il lavoro sa creare che esso trova il suo senso ultimo, la ragione della sua fatica, la sua forza.

È l’ora di essere rigenerativi, non solo nel momento del bisogno ma ogni giorno, tutti i giorni, per tutto l’anno.

L’augurio a tutti i Collaboratori, ai Clienti, a tutti le Persone e le Organizzazioni che sono parte delle Comunità in cui Leroy Merlin opera, è che il Natale possa rappresentare ed essere festeggiato come un momento forte di celebrazione del passaggio verso un nuovo anno di rinascita, di inclusione, di lavoro, di creatività. Un nuovo anno in cui sapremo unire le forze, come e anche più di quanto abbiamo fatto quest’anno, per il beneficio comune.

Auguri di buon Natale. Auguri di buon Anno nuovo.

Prodotti (RI)GENERIAMO by Made in Carcere

(RI)GENERIAMO rafforza il proprio impegno a favore dell’inclusione nel mondo del lavoro grazie a una nuova collaborazione con Made in Carcere. Il brand, fondato nel 2006 da Luciana Delle Donne attraverso la cooperativa sociale Officina Creativa, è al centro di un progetto che offre alle donne detenute l’opportunità di svolgere attività formative, con l’obiettivo di contribuire al loro reinserimento nella società civile e nel mondo lavorativo. Le donne coinvolte, infatti, hanno l’opportunità di imparare una professione come quella della sartoria, in particolare confezionando borse, braccialetti e altri oggetti, scoprendo un’alternativa alla vita precedente.

La collaborazione vede protagoniste 30 persone, tra cui alcune detenute che lavorano nei laboratori sartoriali delle carceri di Lecce, Trani, Matera e donne che vivono in forme di detenzione attenuata nei quartieri periferici di L’Aquila, Taranto, Bari e Lecce. Da loro lavoro è nata una collezione di accessori tessili, tra cui grembiuli e presine, realizzati con tessuti di scarto certificati e in vendita a partire da dicembre in tutti i 49 punti vendita Leroy Merlin sul territorio italiano.

“In questi momenti di forte tensione e preoccupazione, è stato un vero miracolo aver incontrato sulla nostra strada una realtà  come (RI)GENERIAMO. Questa collaborazione è una grande opportunità perché ci permette di offrire lavoro vero a oltre 30 risorse sparse nelle carceri e nelle sartorie sociali di periferia dislocate tra Puglia e Basilicata e realizzare accessori per la vita di ogni giorno, utilizzando materia prima recuperata e che altrimenti sarebbe andata al macero. Con Made in Carcere cerchiamo di costruire competenze e professionalità attraverso il lavoro vero, apprezzando la bellezza e la creatività. L’esperienza ancora più interessante è quella di aver condiviso questa esperienza di lavoro con (RI)GENERIAMO, che ha consentito di creare una bellissima catena di solidarietà e sostenibilità tra realtà diverse. Un vero e proprio modello di economia rigenerativa” ha dichiarato Luciana Delle Donne, fondatrice di Officina Creativa.  


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Ogni luogo è un po’ più casa quando accendiamo il Natale

Il Natale Diffuso di Leroy Merlin Ancona

Di Enrica D’Orsaneo


Il Natale è quel magico momento dell’anno in cui illuminiamo le nostre case e le prepariamo per accogliere al meglio i nostri affetti più cari.
Purtroppo l’emergenza sanitaria ha messo a dura prova la magia di questo momento, soprattutto per quelle persone che quest’anno sentiranno maggiormente la lontananza dei propri cari.
Proprio a loro il nascente negozio Leroy Merlin di Ancona ha voluto far sentire la propria vicinanza cercando di portare un po’ di calore nel luogo in cui trascorreranno questo Natale attraverso la donazione di un albero corredato di luci e addobbi.
Ad abbellire i 20 alberi che stanno accendendo il Natale di altrettante associazioni di volontariato, carceri, ospedali e case di accoglienza sono le decorazioni realizzate da Made in Carcere, brand che offre un percorso di reinserimento nel mondo lavorativo a donne detenute attraverso il mestiere della sartoria. Le palline e i festoni sono realizzati con tessuti di scarto e “braccialetti passa parola”, riutilizzabili come bijoux una volta terminate le festività natalizie. Fil rouge di questi addobbi è proprio il concetto del “nodo”, a simboleggiare l’unione tra Leroy Merlin, la città di Ancona e le sue comunità.


Non è facile trasformare in parole le emozioni che abbiamo vissuto nel momento in cui abbiamo incontrato le meravigliose persone che hanno accolto i nostri alberi.
È stato bellissimo poter allestire con i dottori dell’Ospedale Torrette di Ancona l’albero che accoglierà tutti i pazienti presso l’atrio della struttura.
È stata una gioia vedere gli occhi sorridenti dei ragazzi con disabilità del Centro Papa Giovanni XXIII, dell’Associazione Amici del Piccolo Principe e della Fondazione Carovana.
Incontrare i volontari della Croce Gialla e della Caritas Diocesana Ancona-Osimo ci ha dato la possibilità di conoscere una realtà fatta di solidarietà e sacrificio.
Vorremmo riuscire a raccontarvi ogni sguardo pieno di gioia, ogni momento di condivisione, ogni risata causata da una pallina che cadeva o da un puntale che non voleva rimanere dritto.
È difficile poter trasformare in parole tutti i sorrisi che abbiamo ricevuto.
Possiamo dirvi però, con assoluta certezza, che quei sorrisi sono stati per noi il più bel regalo di questo Natale.

Investire nel futuro

Tra i valori essenziali della nostra Azienda c’è la passione per gli uomini e la vita sociale.

Leroy Merlin Casamassima questa volta ha voluto contribuire a rendere più confortevole le lezioni dei piccoli alunni, creando un oggetto artigianale, con materiali semplici, che possa stimolare il desiderio del poter fare con piccoli gesti grandi azioni che migliorano il futuro.

Si tratta di un progetto importante per i bambini dell’Istituto Comprensivo locale “Rodari – Dante”, riguardante il percorso SCUOLA SENZA ZAINO che coinvolge gli alunni di prima e seconda classe.

Visto il difficile momento che stiamo attraversando, anche le scuole hanno dovuto adattarsi a misure anti Covid-19, per poter permettere agli alunni di continuare a frequentare le lezioni in presenza. Per questo abbiamo realizzato dei leggii creati con pannelli in legno grazie ai quali i bambini eviteranno spostamenti per vedere la lavagna, in quanto avranno il foglio di lavoro sul proprio leggio e questo agevolerà la corretta postura in fase di lettura.

Felici di aver contribuito alla realizzazione di questo progetto, siamo certi che accoglieremo presto dei piccoli clienti sul veliero di Leroy Merlin Casamassima.

Ringraziamo la nostra collaboratrice Francesca Palermo che ha curato i contatti con l’Istituto permettendoci di esprimere la nostra passione.

Apre il nuovo ambulatorio medico nel Comune di Tribiano, con il supporto di Leroy Merlin

L’ambulatorio di medicina di base sorge nei locali dell’ex sede della Pro Loco di Tribiano di via della Liberazione, riconvertiti grazie alla donazione di materiale effettuata dal punto vendita Leroy Merlin di Pantigliate. 
Leroy Merlin conferma il suo impegno sul territorio contribuendo alla realizzazione del nuovo ambulatorio medico del Comune di Tribiano, in provincia di Milano. L’ambulatorio, che è stato inaugurato ufficialmente il 6 dicembre, ospiterà a partire dalla prossima settimana le attività di medici di base all’interno dei locali dell’ex sede della Pro Loco di Tribiano di via della Liberazione, che sono stati riconvertiti con questo scopo grazie al supporto di Leroy Merlin.
L’azienda attraverso il punto vendita di Pantigliate, ha donato tutti i materiali necessari ai lavori di ristrutturazione, tra cui vernici, piastrelle e cartongesso. L’apertura del nuovo ambulatorio medico rappresenta un importante traguardo per la comunità tribianese. L’emergenza sanitaria, infatti, aveva accentuato la necessità di stabilire un nuovo presidio sanitario sul territorio a supporto di quello già esistente, che non era più in grado di soddisfare da solo le esigenze della popolazione e fornire un adeguato supporto alle cure per tutta la popolazione. Un’esigenza a cui Leroy Merlin, che da sempre investe in azioni solidali sui territori in cui è presente con i propri punti vendita con l’obiettivo di generare valore condiviso a beneficio delle comunità locali, ha voluto rispondere prontamente, donando tutti i materiali necessari alla sua realizzazione. Un’iniziativa che conferma la vocazione dell’azienda alla “generatività sociale”, principio che ispira la strategia di responsabilità sociale d’impresa di Leroy Merlin. 

“L’unione fa la forza. Sempre. Grazie all’impegno straordinario e volontario dei nostri cittadini, alla grande generosità del punto vendita Leroy Merlin di Pantigliate e alla fattiva collaborazione con il suo direttore, alla disponibilità dei medici di base e alla stretta collaborazione con gli enti pubblici, siamo riusciti a realizzare questo ambulatorio medico, struttura necessaria per il nostro paese. Nelle difficoltà emergono sempre le migliori virtù. L’Amministrazione comunale di Tribiano ringrazia tutti i protagonisti di questa opera” ha dichiarato Roberto Gabriele, Sindaco del Comune di Tribiano

“Siamo orgogliosi di aver contribuito alla realizzazione del nuovo ambulatorio medico di Tribiano. Siamo da sempre attenti alle esigenze delle comunità locali in cui operiamo e sapevamo quanto questa struttura fosse importante per il territorio. In questo periodo di emergenza sanitaria, i servizi sanitari locali rappresentano un primo fondamentale presidio per contrastare la diffusione del Covid-19 e per fornire le cure adeguate a tutti gli altri disturbi alla popolazione” ha dichiarato Francesco Rugolo, Store Leader del punto vendita di Pantigliate di Leroy Merlin Italia.

Dicembre mese della solidarietà a Marghera

Di Alessandro Menegazzo, Leroy Merlin Italia


In questo ultimo (quasi) anno, abbiamo imparato a convivere con una situazione del tutto particolare ed inaspettata come quella creata dal COVID19.
Dal punto di vista della squadra Generazione di Valore vuol dire aver sospeso un sacco di eventi tra cui quelli a favore del sociale. Attività come il Bricolage del Cuore non hanno potuto essere messe in atto impedendoci, di fatto, di aiutare le persone che si rivolgono alle Associazioni che collaborano con noi.
A Leroy Merlin Marghera abbiamo voluto metterci in gioco e abbiamo creato l’iniziativa “Dicembre mese della solidarietà”.
Sulla falsa riga della “Giornata della Lampadina Sospesa” abbiamo contattato la stessa Associazione che ci ha affiancato in quell’occasione e abbiamo proposta la nostra iniziativa. I nostri clienti (ma anche e soprattutto noi collaboratori) potranno acquistare qualsiasi merce per poi donarla all’ ente ospitato nel nostro punto vendita. Dai dispositivi di protezione individuale – come le mascherine e i guanti da lavoro, fino agli addobbi natalizi può essere donata qualsiasi cosa (i volontari presenti nel punto vendita possono aiutare i clienti suggerendo alcuni articoli). Nel nostro caso, infatti, l’associazione con cui collaboriamo assiste persone e famiglie in difficoltà economiche, ma gestisce anche case rifugio e case-famiglia.
Tutto l’evento è gestito organizzando gli spazi per garantire la sicurezza di noi collaboratori, dei nostri clienti e dei volontari dell’associazione presenti nel punto vendita.
Il COVID19 ci ha privato di un sacco di cose, ma abbiamo deciso, nel nostro piccolo, di non farci privare della possibilità di donare un sorriso a chi ne ha veramente bisogno, in modo che un po’ tutti possano vivere nello spirito del Natale.

Progetto MADAMES-AX

Sotto gli effetti del cambiamento climatico, un bosco gestito in maniera sostenibile migliora per più di un quarto l’assorbimento di carbonio rispetto ad un bosco abbandonato. Presentato il progetto sperimentato a Ferriere (PC) nei boschi con i quali Leroy Merlin collabora per la neutralizzazione delle emissioni di CO2 dei propri processi logistici.

Una foresta gestita in modo sostenibile e legale può migliorare la propria capacità di assorbire carbonio – sotto gli effetti del cambiamento climatico – fino al 28%, contribuendo parallelamente alla creazione di nuove opportunità di business per i gestori forestali che possono così guadagnare ogni anno da 2 (per le pratiche più semplici) a 16 euro ad ettaro (per attività ambientali molto impegnative) ma solo per quelle superfici di bosco in cui si sviluppino attività “addizionali” che permettano di assorbire un maggior quantità di tonnellate di CO2 rispetto alla gestione ordinaria.

È quanto emerge da MADAMES-AX, il progetto coordinato da MEEO S.r.l insieme alla  Fondazione CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e al PEFC Italia, grazie al finanziamento di EIT – Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia, nell’ambito della comunità dell’innovazione chiamata CLIMATE-KIC.

Il progetto intende stimare il valore dei servizi ecosistemici del bosco, ovvero “i benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano”, proprio a partire dalla capacità di assorbire CO2, contrastando il cambiamento climatico ma anche il rischio idrogeologico.

Il tutto applicando uno strumento informatico, realizzato dalla Fondazione CMCC e messo a punto per il progetto, che simula le dinamiche forestali. Partendo dai dati riguardanti il bosco e il clima e simulando scenari futuri, lo strumento permette infatti di quantificare alcuni servizi ecosistemici e di validarne le potenzialità, in termini non solo ambientali ma anche economici.

Il progetto è stato sperimentato e verificato per la prima volta in Italia, in Emilia Romagna, nell’area forestale certificata PEFC gestita dal Consorzio Agro-Forestale dei Comunelli di Ferriere, già impegnato con Leroy Merlin Italia per la realizzazione di interventi di gestione sostenibile.

Il modello di simulazione applicato dalla Fondazione CMCC consente di valutare quanto una foresta sia in grado di mitigare il cambiamento climatico attuale, ovvero la sua efficienza nel sequestrare carbonio da parte degli alberi che la compongono e su quanto saranno in grado di immagazzinarne nel prossimo futuro, visto il cambiamento climatico in atto. I risultati del progetto suggeriscono che una gestione sostenibile e corretta del bosco ne possa migliorare la capacità di sequestro del carbonio, sotto gli effetti del cambiamento climatico, del 18% nel medio termine (2050) e fino al 28% nel lungo termine (2080). Questo grazie agli interventi di gestione attiva, con interventi selvicolturali periodici, che come conseguenza riducono anche il rischio d’incendio. Garantire un corretto stato di salute degli ecosistemi forestali permette quindi da una parte di aumentare la resilienza al cambiamento climatico delle foreste stesse, dall’altra di garantire la produzione di servizi ecosistemici necessari per la vita degli essere umani.

In più, grazie ad un dato scientificamente certificato, i proprietari forestali potranno fornire, alle aziende che devono abbattere il loro impatto ambientale, un servizio ecosistemico quantificato in cambio di risorse economiche. Obiettivo finale è quindi quello di individuare e validare un modello di business per le imprese che intendono scambiare servizi ecosistemici prodotti dalle foreste gestite in modo sostenibile.

“I servizi ecosistemici delle foreste avranno una maggiore resilienza al cambiamento climatico se sapremo garantire un corretto stato di salute dei boschi: per farlo è necessario fornire alle comunità forestali le risorse economiche corrette che gli permettano di non abbandonare le aree interne del Paese”, dichiara Monia Santini referente scientifico del progetto. “Con il progetto MADAMES-AX, abbiamo lavorato all’applicazione di strumenti innovativi che potessero trasformarsi in nuove opportunità commerciali per quelle comunità la cui economia si basa su prodotti e servizi forestali”.

“Fino ad oggi il valore dei servizi ecosistemici è sempre stato calcolato con formule matematiche e sulla base dell’esperienza di ricercatori; con questo lavoro abbiamo fatto un importante passo avanti per la realizzazione di un modello che dia la possibilità di certificare e validare in modo scientifico e neutrale il valore di un bosco”, spiega Antonio Brunori, segretario generale di PEFC Italia. “Grazie al lavoro portato avanti dai ricercatori, i proprietari o gestori forestali potranno calcolare la capacità di produzione di servizi ecosistemici delle loro foreste, in primis la capacità di stoccaggio di anidride carbonica, e metterli in vendita in un mercato che vede disponibili diverse organizzazioni o aziende che intendono neutralizzare le proprie emissioni”.

“MADAMES-AX rappresenta uno dei numerosi esempi virtuosi di applicazione dei concetti dell’economia digitale fortemente basata sui dati relativi a contesti molto ‘terreni’ come quello della gestione forestale”, sostiene Marco Folegani, titolare dell’azienda MEEO S.r.l, coordinatore del progetto, “attraverso un utilizzo massivo dei dati disponibili, la gestione dei servizi ecosistemici consente di produrre benefici in termini di utilizzo sostenibile delle risorse naturali e quindi di resilienza della foresta stessa”. 

Leroy Merlin vince il primo premio per la Comunicazione Che Fa Bene

Il premio è promosso da Oltrelamedia Group in collaborazione con BeIntelligent, magazine digitale di EG Media, start-up innovativa for benefit con una forte expertise nella valorizzazione della responsabilità sociale e ambientale d’impresa, dal 2018 impegnata per promuovere la ‘Comunicazione che fa Bene’.
Leroy Merlin vince il Primo Premio per la Comunicazione che fa Bene, che nasce con l’intento di portare all’attenzione di tutti i portatori di interesse il ruolo che l’industria dell’advertising e più in generale l’iniziativa del settore privato può giocare nella creazione di un bene comune.

“L’idea è nata per creare qualcosa di nuovo che fosse percepito non tanto per la sua novità quanto per il suo impatto, per la sua capacità di far riflettere. L’obiettivo è quello di mettere in discussione certi preconcetti negativi che si hanno verso l’industria e all’interno dell’industria della Pubblicità. Siamo convinti che la comunicazione possa essere strumentale al bene comune e alla trasformazione positiva e ci auguriamo che questo sia solo l’inizio di una lunga serie di attività che organizzeremo insieme ad altri – magari proprio a partire dai giurati e dagli iscritti che hanno partecipato a questa prima edizione – perché crediamo nel ruolo centrale che l’industria dell’advertising e il settore privato possono giocare nel raggiungimento di obiettivi ambiziosi come quelli dell’Agenda 2030.”
Elena Grinta Founder EG Media Società benefit e start-up innovativa

“Sono felice che ci sia stata unanimità e convergenza sul primo classificato. Questo significa che nonostante altre campagne abbiano raccolto il favore dei giurati rispetto all’esecuzione sia dal punto di vista dello storytelling che dal punto di vista estetico, tuttavia tutti hanno fatto convergere l’attenzione sul ruolo che la campagna ha avuto in termini di impatto sociale. L’assenza di divergenza di opinioni ha aiutato nel lavoro di finalizzazione di aggiudicazione del premio, ma lo strumento di Analisi – messo a punto con tecniche di data mining e natural language processing – è stato utile per confortare la scelta dei giurati. Dall’analisi degli articoli che siamo stati in grado di raccogliere dal 2017 ad oggi emerge la capacità di Leroy Merlin di farsi riconoscere all’esterno per la tematica dell’ ‘adeguate housing’ – uno tra i main topics monitorati dalla nostra innovativa soluzione che è specializzata nel framework People Planet e Policies  – dimostrando di riuscire a creare un’interazione positiva tra le iniziative CSR che l’azienda sta implementando da anni, le attività di comunicazione e la percezione di giornalisti, associazioni, ONG. Quello che ho potuto costatare è che questa campagna – rispetto ad altre iscritte al Premio – non è una iniziativa standing alone, pensata solo per un evento particolare, ma è una iniziativa che ha una sua storicità. Questo dimostra che quando l’azienda si impegna in una causa, quello che è importante è che l’impegno sia protratto nel tempo, e se ne monitorino i risultati”
Elena Grinta

“Siamo molto orgogliosi di questo ulteriore riconoscimento per una delle iniziative a cui l’intera azienda ha preso parte dedicando energie e tempo. Leroy Merlin continua a impegnarsi concretamente nelle communities locali per abilitare e supportare chi è in difficoltà a migliorare il proprio habitat. Perché crediamo che una casa migliore migliori la vita.”
Stefania Savona, Communication and Brand director, Leroy Merlin