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(RI)GENERIAMO: case, luoghi, prodotti, energie, tempi, persone, economie

ri-generiamo_lmi_coverRIgeneriamo è l’idea di fondo che sta guidando Leroy Merlin, che persegue l’obiettivo di creare relazioni tra le persone dove il negozio è il punto di raccordo capace di attivare con la partecipazione dei cittadini dei processi appunto di rigenerazione del territorio e di sostegno per i più bisognosi. Dal “fai da te” al “Fai da noi”, da “fare per sè” al “fare insieme”, rappresentano una dimensione collettiva che si può raggiungere solo attivando processi di scambio e di dono all’interno delle comunità. L’elenco dei progetti messi in campo da Leroy Merlin è cospicuo: dal Bricolage del Cuore al Cantiere fai da Noi;  dagli Empori fai da Noi alle Officina fai da noi fino ad Amico Eco e la Casa ideale – Bricolage civico. Complessivamente si calcola che nel 2017 tutte queste attività abbiano generato un BES, un Benessere equo e sostenibile, ossia un beneficio per le comunità dove Leroy Merlin opera pari a quasi 93 milioni di euro.
Leroy Merlin come insieme di persone che animano e rendono l’azienda viva crede fermamente nella possibilità di creare un beneficio equo sostenibile che rinnovi e arricchisca i capitali economico, ambientale, sociale e umano delle singole comunità. Sono numerose le iniziative che vedono l’azienda multispecialista in campo dove Leroy Merlin si preoccupa di organizzare corsi di formazione, fornisce materiali, supporto e collaborazione tutto gratuitamente.


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Aiutiamo il prossimo!

Di Elena Spadafina, Leroy Merlin Italia


A Leroy Merlin Caponago siamo orgogliosi di poter aiutare chi è in difficoltà attraverso donazioni al Comune, alla Croce Rossa, alle associazioni locali, … ma anche grazie a progetti come la “Casa Ideale” che ci hanno permesso di aiutare la Caritas Ambrosiana e oggi la Protezione Civile di Gorgonzola che ringraziamo per il prezioso servizio che presta – per mezzo dei suoi volontari – su tutto il nostro territorio!

#aiutiamoilprossimo
#solidarietà
#andratuttobene

Insieme, siamo l’Italia che aiuta

Di Barbara Falco, Leroy Merlin Italia


È partito tutto da una richiesta di aiuto, e il nostro Negozio di Romanina ha risposto come sempre con il cuore e con azioni concrete. Abbiamo infatti donato scatole e buste alla Croce Rossa per la distribuzione di viveri destinati alle persone meno abbienti a Roma.
Piccoli Gesti che ci fanno sentire utili alla Comunità!

Di seguito i ringraziamenti ricevuti dalla Croce Rossa Italiana – Comitato Area Metropolitana di Roma Capitale:
“Con la presente Croce Rossa Italiana – Comitato Area Metropolitana di Roma Capitale intende esprimere la propria gratitudine per il sostegno dimostratoci tramite la donazione da voi effettuata in data 08/04/2020, in sostegno alle attività del Comitato. I nostri sostenitori sono la risorsa fondamentale che ci consente di perseguire ogni giorno la nostra Mission e ci permette di fare la differenza nella comunità. Il supporto a Croce Rossa è una garanzia per chi voglia aiutare a combattere le fragilità della nostra società, attivando la rete della solidarietà e promuovendo un cambiamento positivo in essa: insieme, siamo l’Italia che aiuta.”

#utiliallacomunità
#ForzaRomanina
#insiemecelafaremo

La nostra barca

Di Michele Mancino, Leroy Merlin Italia


A Mesagne abbiamo sempre contribuito attivamente alla vita della Comunità e del nostro territorio con progetti come il Bricolage del Cuore, le Lessons for Good o il recente Emporio Fai da Noi a Lecce.

A noi, gente di mare, non poteva che colpire l’invito di papa Francesco: “Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti.” Ci siamo chiesti, anche noi fragili e disorientati, cosa potevamo fare.

Non abbiamo dovuto passare molto tempo ad elaborare progetti! Alcuni Enti del territorio ci hanno contattato per chiederci un aiuto in questi giorni di “tempesta”. Abbiamo quindi donato alla CRI di Brindisi alcuni scaffali che serviranno a stoccare i prodotti alimentari che stanno distribuendo alle persone più bisognose. Una seconda donazione, riguardante visiere protettive, è stata fatta a favore del 118.

“Anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme.”

Uniti ne usciremo

Di Annarosa De Chiara, Leroy Merlin Italia


L’Italia si stringe intorno all’emergenza sanitaria, alzando la mano quando la solidarietà chiama. Ieri sera, nello spazio antistante all’Ospedale del Mare , il primo ospedale da campo dedicato ai pazienti Covid 19 prende vita. Noi di Leroy Merlin Afragola abbiamo voluto alzare la mano ad una chiamata umana, per testimoniare la vicinanza a quanti stanno salvando vite rischiando la propria negli ambienti sanitari più a rischio e abbiamo donato tute di protezione.

La distanza sociale funziona meglio quando promuove vicinanza umana. Uniti ne usciremo.

Grazie!

L’Azienda USL di Bologna


“Spett.le LEROY MERLIN BOLOGNA MERAVILLE,
a nome dell’Azienda USL di Bologna, nonché di tutti i professionisti ed operatori sanitari quotidianamente coinvolti nella gestione dell’emergenza sanitaria tesa a contrastare il diffondersi del contagio, desideriamo esprimere il più sentito ringraziamento per la Sua generosa donazione favore dell’Azienda USL di Bologna.

Ogni contributo che l’Azienda USL di Bologna riceve, oltre ad essere profondamente apprezzato quale gesto di generosa solidarietà, ci sostiene nell’affrontare senza sosta l’attuale emergenza. Grazie all’aiuto di sostenitori come Lei, continueremo a migliorarci e ad impegnarci nella ricerca e nell’attività sanitaria, con l’obiettivo di offrire a tutti l’accoglienza e la cura più adeguata. La ringraziamo ancora per il Suo generoso supporto ai nostri PROGETTI.”

Un piccolo gesto per un grande obiettivo

Di Maria Rosaria Iannicelli, Leroy Merlin Italia


“Possono separarci una porta, un balcone, una strada. Ma niente e nessuno potrà separare i nostri cuori”.
Con questo spirito di solidarietà e di condivisione noi di Leroy Merlin Torre Annunziata abbiamo deciso di donare mascherine agli operatori sanitari dell’ospedale di Boscoreale. Qualcosa che vale oggi più dell’oro, del denaro, del petrolio, qualcosa che oggi manca a quegli angeli che ogni giorno salvano vite tra le corsie degli ospedali.
Un piccolo gesto per un grande obiettivo.
Ne usciremo e tutto sarà meraviglioso.
#tuttoandràbene
#noirestiamoinreparto
#condividiamoamore
#condividiamosperanza

Uniti ce la faremo!

Croce Verde di Mestre


Grazie a Leroy Merlin di Marcon @leroymerlin.marcon per la donazione di guanti, tute protettive, calzari, rotoli di carta e gel per le mani!!! Uniti ce la faremo!!! #volontariato #croceverde #anpas #leroymerlin #protezionecivile #covi̇d19 #stateacasa #coronavirus

Si aiuti chi può

Di Lucia Pugliese, Leroy Merlin Italia


Dall’inizio di questa emergenza sanitaria, abbiamo imparato perfettamente ad ascoltare e recepire le lunghe liste di cosa “non si può” più fare. Almeno per un po’. Almeno per ora.

Ebbene tra le cose che non possiamo fare ce ne sono ancora molte altre che invece ci fanno stare bene, che ci distolgono dal silenzio dei nostri negozi e dai timori degli orizzonti incerti.

Oggi il negozio di Baranzate ha aiutato Croce Verde Sempione devolvendo del materiale che sarà utile alle loro attività quotidiane di soccorso e risposta all’emergenza Covid19.

Momenti come questi ci ricordano che qualunque sia il nostro lavoro, qualunque sia il ruolo che ricopriamo, far parte di una società significa essere utili alla comunità.

Per cui, malgrado i larghi sorrisi che spuntavano dietro le mascherine e i “mille grazie” ricevuti stamane, siamo noi a dover ringraziare Croce Verde Sempione per averci permesso di contribuire, seppur imbavagliati e in piccolissima parte, alla loro immensa impresa eroica.

Cercherei di fare particolarmente bene quanto sto facendo ora

Di Patrizia Cappelletti, Archivio della Generatività Sociale


In un testo di Romano Guardini, uno tra i più significativi filosofi e teologi del Novecento, ho ritrovato qualche giorno fa un piccolo ma interessante aneddoto. Interrogato su cosa avrebbe fatto se avesse saputo di morire un’ora dopo, il cardinale Carlo Borromeo rispose: “Cercherei di fare particolarmente bene quanto sto facendo ora”.
Sono stata molto colpita da questo invito, che arriva in un momento di grande disorientamento collettivo legato alla tempesta del Covid-19.
E per due ragioni.
La prima è che queste parole mi interrogano personalmente nel portare l’attenzione (in questi giorni “sospesi” mi risulta difficile dedicarmi a lungo a qualcosa) su “cosa sto facendo ora”.
Il quadro proposto è chiaro nella sua drammaticità e suona oggi particolarmente attuale: resta poco tempo e occorre confrontarci con la fine. E cosa fa Carlo Borromeo? Invece di cercare di sfuggire alla sorte o pretendere di esaudire l’ultimo desiderio come accade nei film al condannato di turno, la scelta – che diventa un invito rivolto anche a noi – privilegia il “restare qui”, per concentrarsi su quanto già si sta facendo.
A questo punto una nuova domanda viene spontanea: già, cosa stiamo facendo?
Almeno fino allo scoppio della pandemia, la vita contemporanea è stata un’accelerazione continua e quasi ossessiva di ritmi, incontri, impegni. Siamo andati tutti troppo veloci, a scapito di quella capacità di ascolto di noi stessi, di introspezione, che, connettendoci con l’oltre noi, ci consente di non restare prigionieri della banalità della vita e dell’Io.
Raramente abbiamo trovato il tempo per chiederci – profondamente, esistenzialmente – “cosa stiamo facendo”. Perché lo stiamo facendo.
E se quell’invito a “concentrarsi” fosse una nuova possibilità, una alternativa al nostro eccessivo “de-centrarsi”, quell’essere sempre “fuori da noi”, sempre in qualche altrove, “dislocati”, come suggeriscono gli scienziati sociali?
In questo movimento del “rientrare in sé”, ri-centrarsi c’è forse una prima promessa: poter ritrovare lucidità e consapevolezza di questo esistere – del dove siamo, con chi siamo, cosa facciamo e perché – riprendendo in mano la nostra vita. Divenendone maggiormente autori.
Ma c’è anche una seconda sollecitazione nell’invito del cardinal Borromeo. È quel “fare particolarmente bene” le cose non meno interrogante. Cosa può significare? I pensieri corrono veloci e si aprono come un delta di fiume. Subito mi ritorna alla mente un passaggio di Richard Sennet, grande sociologo inglese, che in un suo libro dedicato al fare artigiano parla di “maestria”: “La maestria designa un impulso umano fondamentale sempre vivo, il desiderio di svolgere bene un lavoro per sé stesso”. E’ l’ormai famosa storia raccontata da Primo Levi del muratore italiano che ad Auschwitz costruiva, nonostante tutto, muri dritti e solidi: il bisogno del “lavoro ben fatto” è così radicato da spingere a fare bene anche il lavoro imposto.
“Il muratore italiano che mi ha salvato la vita portandomi cibo di nascosto per sei mesi detestava i tedeschi, il loro cibo, la loro lingua, la loro guerra; ma quando lo mettevano a tirar su muri, li faceva dritti e solidi, non per obbedienza ma per dignità professionale”, racconta Levi in una bella intervista concessa a Philip Roth.
E questa aspirazione al ben fare – ci assicura Sennet – vale per il lavoratore specializzato come per il medico, per il programmatore informatico e il genitore. Perfino per il cittadino, nel suo impegno per il bene comune. Nuovamente, ritroviamo questo concentrarsi sull’oggetto del nostro fare, riattivando un dialogo tra testa, mano e cuore che mobilita ragione, competenza e passione. È un movimento interessante, alimentato da una spinta che non è prestativa e neppure utilitaristica, a ben guardare, ma antropologica e che rivela una verità che tendiamo a scordare: che noi siamo, ci realizziamo pienamente, in quella aspirazione al “fare bene”.
Produttore, prodotto e processo: tutto è legato in questa tensione che ricompone il bello con il buono e il giusto, e che mai si arresta nella ricerca del miglioramento continuo di questo fare, dove la qualità è superiore alla quantità.
E in questo movimento anche il contesto, il mondo che ci circonda, non resta spettatore, ma diventa compartecipe, rivelandoci le interrelazioni visibili e invisibili di un unico ecosistema con il quale siamo chiamati ad essere solidali, e dunque sostenibili.
E così i destinatari, coloro che godranno direttamente o indirettamente di questo “fare bene” e che e a loro volta ne potranno essere ispirati, in un allargarsi continuo, come le cerchie di un sasso gettato nello stagno.
Non ci muove forse qualcosa dentro il godere di un oggetto ben fatto?
Platone collegava l’abilità tecnica al verbo poiein, “fare”, da cui deriva anche la parola “poesia”.
“Cercherei di fare particolarmente bene quanto sto facendo ora.”
Tutto torna. Qualunque cosa stiamo facendo, se la facciamo bene, ci rende tutti artigiani. Ci rende tutti poeti.

Insieme per la salvaguardia della collettività

Di Antonina Lauretta, Leroy Merlin Italia


La Scuola di Economia Civile narra che questo è il tempo di una nuova responsabilità d’impresa, che siamo passati da un’emergenza sanitaria ad un’emergenza sociale, economica e psicologica.
Nessuno in questo momento si salva da solo, servono nuove reti e relazioni di reciprocità per la salvaguardia della collettività.
Proprio in questa direzione ci siamo mossi noi del Negozio Leroy Merlin di Verona.
In questi giorni di “gara alla solidarietà” non ci siamo fatti trovare impreparati e abbiamo accolto tutte le richieste alle quali potevamo assolvere, rispetto alle disponibilità prodotto.
Abbiamo donato tute di protezione individuale all’ospedale di Legnago, visiere protettive per la Croce Bianca di Verona e consegnato all’esercito 5 bancali di merce soprattutto di elettricità, idraulica ed edilizia che serviranno a ristrutturare e completare locali destinati ad ospitare personale sanitario e non, impegnato nella lotta alla diffusione del COVID-19.
Al lancio dell’#veronanonrestaaguardare! Il negozio di Verona risponde e lo fa come sempre con cuore e al servizio della comunità, perché la responsabilità sociale d’impresa non è marketing ma bisogni che si traducono in azioni concrete soprattutto nel momento della crisi con una solidarietà proattiva.

“La solidarietà del genere umano non è solo un segno bello e nobile, ma una necessità pressante, un essere o non essere, una questione di vita o di morte”
Immanuel Kant