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Bilancio 2018

Di Olivier Jonvel, Amministratore Delegato Leroy Merlin Italia


Lettera agli stakeholder: il nostro sviluppo generativo

Il 2018 non è stato un anno semplice. Come il lettore di questo documento potrà leggere, il nostro BES, ossia valore equo sostenibile, generato nel 2018 è leggermente inferiore al risultato dell’anno precedente ma, se si entra nel dettaglio, mi piace evidenziare l’ottima performance del nostro capitale sociale che, malgrado le difficoltà, ha visto una crescita.

Come abbiamo raggiunto questo risultato? Il Negozio piattaforma, il concetto del “Fai Da Noi” e un orientamento alla generatività ne sono alla base.

Il Negozio piattaforma è una moderna piazza capace di attivare, con il supporto dei cittadini, processi generativi sul territorio che coinvolgono l’intera Comunità.  Si basa su tre principi: una rete di soggetti, un processo di costituzione, condivisione e realizzazione e, infine, un movimento generatore di valore. In questo luogo fisico è possibile creare relazioni, dare e ricevere servizi, condividere know-how ed esperienze, è un luogo che non offre solo ai propri visitatori un atto di consumo ma, attraverso il fare, una spinta generativa.

La generatività è un modo nuovo di pensare e agire: insieme possiamo raccogliere la sfida di dare vita ad azioni socialmente orientate, capaci di creare relazioni responsabili di un risultato che fa bene a tutti. L’essere generativi non deve infatti essere un atto volontaristico in nome di un’ideologia buonista. Deve diventare un modo di agire e progettare che si traduce più che in progetti isolati, in processi dinamici e concreti che si sviluppano nel tempo. L’azione generativa deve necessariamente produrre effetti: durare nel tempo, mobilitare e contaminare. E’ una risposta convincente, concreta, positiva e sostenibile alla crisi.

Tutto ciò si concretizza con il Fai Da Noi, dal fare per sé al fare insieme. Così Leroy Merlin passa a una dimensione collettiva del fare, nella Comunità e per la Comunità stessa. In un’ottica di reciprocità, non ci limitiamo a elargire semplici donazioni ma vogliamo attivare veri e propri processi di collaborazione che implicano, secondo il valore più nobile del termine, investimenti nelle relazioni. Crediamo infatti che solo nel mutuo scambio ci sia il significato più profondo del dono.

Come spesso abbiamo detto o scritto in questa sede, questo è un percorso che non possiamo e vogliamo fare da soli ma con tutti i nostri portatori di interessi e bisogni. Il 15 dicembre 2018, attraverso la giornata dedicata alla festa del Bricolage del Cuore, celebrata con le Lessons for Good, siamo riusciti in un solo giorno a realizzare cinquanta progetti e soprattutto a riunire cinquecento volontari, interni ed esterni, accumunati dalla voglia di fare. Un progetto che ha rappresentato al meglio la nostra idea che sia possibile un nuovo modello economico generativo. Con questa iniziativa, in una vera ottica di piattaforma, abbiamo voluto uscire dai nostri negozi e unire fondamentalmente tre grandi azioni: imparare, fare, aiutare. Queste tre anime, racchiuse in un unico progetto, ci permettono di essere partecipi al miglioramento della vita delle Comunità locali con il contributo dei nostri clienti, artigiani, partner e dimostrare come ognuno di noi può essere utile al benessere collettivo.

È da questo modo di agire e pensare che nasce nel 2018 il documento (RI)GENERIAMO, una strategia che ci permette di andare oltre al concetto tradizionale di responsabilità sociale. Ad oggi non è sufficiente essere sostenibili, dobbiamo essere contributivi.

Questo è un processo lento ma inevitabile. Non per niente abbiamo scelto una chiocciola per raffigurarlo: la chiocciola è lenta e per questo rappresenta il procedere con gradualità ma sicurezza verso l’obiettivo. La chiocciola, attraverso il proprio procedere a contatto con la terra, diventa un simbolo di concretezza. La chiocciola con il suo guscio evoca il simbolo della casa che è al centro delle nostre attività. La spirale del guscio, metafora di rinascita e creazione, rappresenta graficamente la nostra strategia e i due livelli di azione, uno complementare all’altro: la responsabilità sociale e la generatività che convergono entrambe verso la generazione di valore Economico, Ambientale, Sociale e Umano.

Le pagine che seguono sono la narrazione, attraverso numeri e parole, di questo cammino.

Buon viaggio!


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Emporio Fai da noi “S.A.N. Scuola di agricoltura naturale”

È aperto a Cerreto d’Asti il nuovo Emporio fai da noi presso la “SAN Scuola di agricoltura naturale”. Nella volontà di sviluppare con l’amministrazione comunale un condiviso progetto di riattivazione del territorio, la SAN ha scelto come nuova sede delle sue attività sociali, l’immobile ottocentesco simbolo del patrimonio artistico del paese di Cerreto d’Asti e in passato sede dell’Asilo.  Lo spazio è organizzato come un circolo ricreativo e fornisce differenti servizi al territorio: ristoro, spaccio alimentare, postazione wifi, stampa e fotocopiatrice, distributore di acqua pubblica, portineria del paese.

“L’Emporio Fai da Noi” presso S.A.N. è uno spazio di condivisione di materiali e strumenti a cui le persone o le famiglie che necessitano di effettuare lavori di manutenzione di base, o piccole ristrutturazioni potranno accedere gratuitamente per utilizzare gli utensili necessari.

L’obiettivo di questa partnership tra Leroy Merlin e  S.A.N. è diffondere buone pratiche di partecipazione civica e consumo consapevole, alimentando tra i cittadini uno spirito di condivisione del tempo e del lavoro.

Come misurare la sostenibilità: caso studio Leroy Merlin Italia

Di Veronica Novati


Durante il mio percorso di studi universitari presso l’Università degli Studi Bergamo, ho avuto la possibilità di svolgere un periodo di tirocinio presso la sede di Leroy Merlin Italia in cui ho potuto approfondire il tema della Corporate Social Responsibility fino alla fase di rendicontazione del Report di Sostenibilità 2018 e alla costruzione dell’indicatore BES (Benessere Equo e Sostenibile), utile per misurare gli impatti negativi e il beneficio generato al territorio e alla Comunità attraverso i molteplici progetti in ambito di sviluppo sostenibile messi in campo dall’azienda.

Quest’ultima, infatti, si differenzia sul mercato rispetto alle altre aziende proprio per la strategia di CSR che mette in atto: per LMI non è più sufficiente essere sostenibili, e va oltre il concetto di  responsabilità sociale d’impresa ponendo come idea di fondo della propria strategia i concetti di generatività, (RI)generatività ed economia civile.

Grazie a questo percorso molto intenso e interessante, sono riuscita a redigere la mia tesi di laurea, mettendo in evidenza l’importanza dell’integrazione della CSR nei sistemi di misurazione che porta alla necessità di avere nuovi indicatori e variabili da monitorare, e quelli che sono gli aspetti innovativi che Leroy Merlin utilizza per la rendicontazione delle proprie attività.

Dall’analisi del caso, in particolare, è emerso che LMI utilizza per esprimere in termini numerici il beneficio comune generato dall’azienda con riferimento al capitale economico, ambientale, sociale ed umano, l’indicatore BES. Questo indice prima d’ora non era mai stata applicato ad una realtà aziendale, in quanto si tratta di un indice, sviluppato dall’ISTAT e dal CNEL, per valutare il progresso di una società non solo dal punto di vista economico (es. PIL), ma anche da misure ambientali e sociali.

Un altro aspetto innovativo, riguarda il fatto che l’azienda, per definire i propri impegni da realizzare fa riferimento agli SDGs e ai concetti di economia civile. Quest’ultimo è un aspetto insolito per un’azienda for profit, ma mette in evidenza il fatto che LMI punta molto di più sulla diffusione della conoscenza di pratiche sostenibili attraverso i suoi progetti (Empori Fai da Noi, Bricolage del Cuore, ecc.) piuttosto che sulla sostenibilità del prodotto in senso stretto (che comunque non manca).

In questo modo, ognuno può sentirsi parte di qualcosa e si crea qualcosa che torni alla Comunità, che va oltre il mero profitto.

Inoltre, l’azienda redige quello che definisce “Bilancio Partecipativo dei Benefici Prodotti”, che possiamo chiamare in modo più corretto “Stakeholder Engagement” perché vuole coinvolgere ancora una volta i propri stakeholder nella definizione e condivisione delle politiche di Sviluppo Sostenibile.

Sono diversi, dunque, gli aspetti innovativi e interessanti che sono emersi durante questa esperienza e le linee di sviluppo future lo sono ancora di più: calcolo del BES anche per ogni singolo progetto realizzato per avere un indicatore ancora più preciso in modo da poter capire dove è necessario intervenire (è in corso una prima prova sul progetto dell’Emporio Fai da Noi di Verona); estensione di questo tipo di rendicontazione anche alle altre aziende del Gruppo Adeo, come Bricoman e Bricocenter.

Il merito di Leroy Merlin è quello di mettere in pratica una forte strategia di CSR e soprattutto di condivisione di pratiche sostenibili a diversi livelli aziendali e anche al di fuori.

Vita da orto

I quartieri intorno allo store Leroy Merlin di Tiburtina sono piuttosto recenti, popolati per lo più da giovani e famiglie che lavorano nelle altrettanto giovani aziende della zona. Case Rosse non ha una vera e propria piazza e una storia di quartiere ancora da costruire.

Nasce da qui, dall’incontro della disponibilità di uno spazio verde inutilizzato e dall’idea di dare un’occasione di ritrovo agli abitanti del quartiere, il progetto dell’Orto Fai da Noi. La macchina si mette in moto e ottenuta l’autorizzazione per l’utilizzo dell’area, si apre il bando per l’assegnazione degli spazi e si predispone l’area per accogliere gli ortolani.

Ho saputo di questa iniziativa tramite il comitato di quartiere Case Rosse, l’associazione Parco Tibur – ci racconta Ilaria, una delle prime e più attive ortolane – Ho aderito subito, l’idea di avere un orto da coltivare era un po’ quello che stavo cercando, e non solo per avere verdure fresche di stagione”.

Come tutti i progetti targati “Fai da Noi” anche l’Orto di Tiburtina ha visto il coinvolgimento dei dipendenti sia in orario lavorativo che come volontari, per realizzare alcuni passaggi impegnativi, come la pulizia e la preparazione dell’area e la costruzione dei cassoni.

Io ho coinvolto mio papà, abbiamo costruito insieme ai ragazzi di Leroy Merlin i nostri cassoni. E poi Tiziana, la direttrice del negozio di Tiburtina, ci ha accompagnato nell’avvio del progetto, nella creazione e nella gestione del gruppo, cosa non facile con un gruppo così eterogeneo”.

Ogni famiglia è assegnataria di un lotto, costituito da 6 cassoni. Siamo curiosi di sapere com’è andato questo primo raccolto…

Siamo tutti molto soddisfatti – racconta Ilaria – la produzione con la bella stagione non si è fatta aspettare! Molti di noi non avevano mai avuto un orto prima e stiamo imparando ad essere dei bravi ortolani…

Anche la quota per la cooperativa Ceas era bella sostanziosa!

Già, perché tutti gli assegnatari condividono gli spazi, la cura dei cassoni dedicati all’orto didattico dove le scuole del quartiere possono venire a fare lezioni e dimostrazioni e l’impegno di donare una parte del proprio raccolto alla cooperativa Ceas che nella zona di Mentana aiuta le persone in difficoltà.

Carmine, Livio, Valentin e la sua famiglia, Laura e la sorella Valentina, Nicola, Alfio e Max, Elettra sono alcuni degli assegnatari dei lotti dell’orto e oltre a condividere la gestione del loro fazzoletto di terra stanno imparando a conoscersi e a collaborare, ritrovandosi spesso a fine giornata dedicando qualche ora alla cura delle piante. Sono un gruppo numeroso e variegato, fatto di famiglie, amici, qualche signore “più adulto”, single e coppie, accomunati dalla voglia di coltivare cibi buoni da portare in tavola ma anche di uscire, anche solo per qualche ora, dai ritmi di vita frenetici della capitale.

Io ho preso in gestione l’orto con Carmine e la sua famiglia – racconta Ilaria – siamo amici e ci dividiamo nella cura della nostra produzione. Assieme a tutti gli ortolani ci troviamo una volta ogni mese o mese e mezzo per risolvere problemi, gestire meglio le risorse comuni e fare delle migliorie all’area. È stato molto bello che in una di queste riunioni è partita la proposta di venire a trascorrere il 1° maggio proprio qui all’orto. Abbiamo chiesto a Leroy Merlin se si poteva fare (ndr. l’area dell’orto è accessibile durante gli orari di apertura del negozio) e così abbiamo passato la giornata tra le nostre piantine! Peccato per la pioggia… ci siamo riparati sotto il gazebo che ci aveva messo a disposizione sempre il negozio di Tiburtina ma è stata davvero una bella giornata, per noi e le nostre famiglie, dove abbiamo condiviso il cibo, il nostro tempo e la voglia di stare bene insieme”.

Per me l’orto non è solo produrre verdure buone e sane da mangiare – conclude Ilaria – è un momento per me, per stare a contatto con la terra e far crescere le mie piantine. Sono una grande sostenitrice dell’orto-terapia che ci permette di riconnetterci con i ritmi biologici e i tempi, veri, della vita”.

All’interno della frenesia quotidiana, spesso ci dimentichiamo di quanto sia importante rallentare, riprendere un ritmo di vita più in linea con i tempi della natura.

Cura, condivisione, lentezza.

Queste le caratteristiche di un progetto antico e innovativo, che intreccia tante componenti della nostra tradizione: il lavoro, la tavola, il tempo e la terra. Tutto insieme ad altre persone, in un orto condiviso.

Rigeneriamo: Tempi

Intervista ad Angelo Piepoli, Direttore del Negozio Leroy Merlin Bari Santa Caterina


Il tempo, i tempi, sono una dimensione fondamentale dell’approccio di RIgeneriamo che guida l’azione di Leroy Merlin nella prospettiva di uno sviluppo generativo. Angelo Piepoli, Direttore del Negozio Leroy Merlin Bari Santa Caterina, spiega come questa dimensione è vissuta e integrata nell’agire quotidiano.

Il tempo è la risorsa scarsa per eccellenza. Cosa significa “impiegarla” in una prospettiva di sviluppo generativo?

Significa scegliere su cosa investirlo: sul rigenerare beni, territori, persone. È necessario in particolare un uso del tempo più consapevole, dato che in un mondo che cambia alla velocità di un algoritmo il tempo sembra davvero non bastare mai. Utilizzarlo in un’ottica di generatività vuol dire anche compiere un passaggio da un atteggiamento speculativo a uno fondato sul concetto del dono, orientato a far fiorire qualcosa di nuovo. Il tempo, in questo senso, diventa appunto una forma di dono, di partecipazione, che spesso oggi è purtroppo poco considerato come valore. Bisogna invece riflettere sul fatto che il tempo investito per “rigenerare” persone consente, attraverso la transazione che avviene fra le persone, l’instaurarsi di relazioni importanti, che risultano fondamentali per un’organizzazione che voglia sviluppare la capacità di agire in un’ottica di bene comune.

Quali sono i progetti e le iniziative avviati dal vostro Negozio in cui è più evidente la centralità del fattore tempo?

Sono diversi. Uno è Lesson for good: i collaboratori del nostro Negozio, ad esempio, si sono messi a disposizione per dipingere la sede di AIPD-Associazione Italiana Persone Down, sezione di Bari. Donare tempo e materiali per rigenerare quei locali alla fine ha rigenerato anche, e forse prima di tutto, noi stessi. Qui  ritorna il tema del risultato della transazione fra le persone di cui accennavo: da questa relazione, infatti, è nata la possibilità di uno stage, per una persona affetta da sindrome di down, che attualmente lo sta svolgendo nel nostro Negozio. Un altro esempio è il Bricolage del cuore nel quale abbiamo donato tempo e materiali (legno marino e pittura resistente all’acqua marina) per la scuola media “Monterisi Riccardo” di Bisceglie: ottimizzando il tempo con lo scambio di documenti per via digitale, in un solo incontro con i ragazzi della I media li abbiamo guidati, grazie all’aiuto offerto dai nostri collaboratori Anna Grazia Maiorano e Michele Varrese, alla realizzazione di cartelloni indicatori destinati a un percorso all’interno delle Grotte di Ripalta di Bisceglie, un luogo protetto del FAI (Fondo Ambiente Italiano). Poi ci sono i Corsi di bricolage destinati agli istituti scolastici: abbiamo collaborato con l’Istituto comprensivo Aristide Gabelli di Bari, un grande plesso composto da sei scuole, fra elementari e medie, che abbraccia il progetto “scuola senza zaino” ispirato ai principi guida della condivisione, della responsabilità, della comunità e dell’autonomia. Collaboriamo con loro anche attualmente nella realizzazione di laboratori creativi nella Sala corsi del nostro Negozio: l’obiettivo è educare i ragazzi al fai da te, allo sviluppo della manualità. Insieme a loro abbiamo anche realizzato un mini-orto verticale e trasformato un contenitore porta-attrezzi in un contenitore di libri e quaderni da utilizzare in classe. Infine, abbiamo firmato un accordo con Open Source, una start up di Bari, a cui abbiamo donato materiali, competenze e ancora una volta tempo per allestire la loro sede a Bari vecchia, in cambio di 100 ore di formazione su temi digitali per i nostri collaboratori.

Da parte dei Collaboratori, il tempo speso in queste iniziative come viene percepito?

Dopo una fase iniziale in cui vi erano in parte anche diffidenze e perplessità, nel vivere e realizzare l’esperienza i collaboratori hanno avvertito che si stavano generando dei valori sociali e in particolare relazionali: con i bimbi, con i docenti, con i rappresentanti d’istituto, con alcuni posatori che hanno collaborato con noi, più in generale con la comunità. Alla fine tutto ciò si trasforma, seppur indirettamente, anche in generazione di valore economico: l’istituto ha infatti nel nostro Negozio un referente per i suoi acquisti, un partner che conosce bene e di cui si fida.

Da parte del territorio, delle organizzazioni e delle persone con cui entrate in contatto, un’azienda che mette a disposizione il tempo e le competenze dei suoi Collaboratori per creare beneficio comune, come viene percepita?

Per spiegare faccio un esempio molto concreto. Quello del professor Mauro Sasso, della scuola media di Bisceglie. È un biologo e un nostro affezionato cliente. Era venuto nel nostro Negozio per chiedere consigli su come realizzare il progetto a cui poi i nostri collaboratori hanno contribuito. Grazie al contatto con il nostro responsabile Risorse umane è nata la relazione. Queste sono le modalità e le basi su cui si fonda poi la generazione di capitale ambientale, economico, sociale, umano. Si è sviluppata empatia fra i nostri collaboratori, più in generale fra la nostra insegna e i ragazzi. Ma anche con i docenti, che hanno dedicato alcuni pomeriggi extra-lavorativi ad occuparsi del progetto. Al riguardo una delle espressioni più belle credo sia stata quella della dirigente scolastica Angela De Santo, dell’Istituto Aristide Gabelli di Bari: riferendosi a queste forme concrete di collaborazione, le ha definite “compiti di realtà”.

Cantiere Fai da Noi a Casa Farinelli (Torino)

Di Noemi Petracina, Leroy Merlin Moncalieri


La scorsa settimana Leroy Merlin Moncalieri ha partecipato all’inaugurazione di “Casa Farinelli”, una casa dove si incontrano rispetto, integrazione multietnica e accoglienza per persone e famiglie in difficoltà. Il progetto è stato realizzato anche grazie anche al contributo del nostro negozio nel fornire la cucina, i materiali, molto altro e soprattutto il valore umano e la competenza!

Un esempio di come Leroy Merlin è sempre più protagonista del territorio, rigenerando spazi urbani in disuso, e #attore fondamentale della comunità collaborando con associazioni e Istituzioni!

Come dice Lucia Bucci, Manager Relazione e Servizio Clienti, lì per noi: “Una casa ideale da cui nessuno se ne vorrebbe più andare!”

Il “cantiere fai da noi” prevede come forma di restituzione l’attivazione, sempre presso la struttura, di uno sportello per la lotta alla povertà energetica a supporto degli abitanti del quartiere.

Una lettura per l’estate

Introduzione di Silvia Vacca, Presidente Scuola di Economia Civile


Vi siete mai chiesti se siete ‘civili’? La domanda non nasce dal desiderio di imbrigliare comportamenti in una definizione, ma dalla consapevolezza di come un certo sguardo possa essere evocativo, lungimirante, generativo. Se poi l’essere civile non ha solo a che fare con un senso di rispetto per gli altri, con toni efficaci ma gentili, ma con la scienza economica, lo sguardo diventa ancora più potente.

‘Civile’ è la caratterizzazione che Antonio Genovesi scelse per il titolo della sua opera ‘Lezioni di Commercio o di Economia civile’ e che diede il titolo alla prima cattedra di Economia della storia. Un’Economia portatrice di una visione del mercato come luogo di mutuo vantaggio, capace di creare  fioritura delle persone e dei luoghi, capace di una funzione pratica orientativa, con la finalità della felicità pubblica. Questa era l’aspirazione di Genovesi, a dispetto di quell’economia feudale governata da logiche di rendite, ricchezza di pochi, lavori non equamente retribuiti di molti, della quale prima come abate e poi come cattedratico sentì la responsabilità di raccogliere i cocci.

Oggi le rendite sono diverse, i cocci si nascondono nell’aumento progressivo delle disuguaglianze, nel tasso di suicidi di manager e imprenditori, anche in Italia, oppure ‘semplicemente’ nello stato depressivo di lavori che invadono i tempi della sfera privata.

Quella visione del mercato ha ancora molto da dirci e, per fortuna, di positivo.

Spesso confuso con ‘civico’ o con l’Economia della società civile, quella che si occupa del disagio nelle sue più svariate forme, civile rimanda invece ad una tradizione, tutta italiana, che per contesto storico guardava più alle botteghe leonardesche che alle grandi aziende, ma che nei suoi principi riesce a rappresentarle bene entrambe.

‘Civile ‘ è un’economia per tutti, non solo solidale con gli ultimi, attenta al rispetto di ciascuno e capace della sua fioritura.

Civile è la produzione del valore aziendale fin dal momento strettamente produttivo e in tutte le ‘filiere’ che lo interessano, da quelle lunghe che agganciano fornitori oltre oceano con la preoccupazione che il loro salario sia equo, le loro condizioni di lavoro ottimali, a quelle corte che guardano al benessere lavorativo dei dipendenti, a quelle prossime che intrecciano i rapporti con la comunità, non solo dei consumatori.

Leroy Merlin ha ben compreso questo, dalla scelta di forniture certificate, come quelle del legno da foreste rinnovabili, ai moltissimi progetti attivati per essere di servizio alle comunità, favorire lo scambio di attrezzature, saperi, anche attraverso l’impiego delle competenze dei propri dipendenti.

Provate ad entrare in un ‘Emporio Fai dai noi’, o visitate in una filiale gli spazi per i corsi del fai da te, e chiedetevi se state ‘consumando’ un bene o vivendo un’esperienza di relazione e scambio…

Civile è il lavoro ogni volta che ci offre una dimensione di ‘senso’ della nostra giornata e magari della nostra vita perché crea ‘felicità’ per noi e per gli altri.

Allora chiedetevi se siete civili e se la risposta è no, pensateci!

Per aiutarvi abbiamo raccolto gli editoriali e le interviste del 2018 su tema “le parole dell’economia civile”.

Buona lettura!


Scarica l’e-book “Le parole dell’economia civile”

Il tempo è superiore allo spazio?

Di Natale Brescianini, Osb Cam, Monaco, Formatore, Coach ACC ICF


1.0 INTRODUZIONE

Chi scrive è un monaco benedettino camaldolese che da circa 13 anni si occupa di formazione aziendale.

Molto in sintesi cercherò di descrivere come la tradizione monastica affronti il rapporto con il tempo.

Tutto il nostro ragionamento si basa su quella possiamo definire come la chiamata universale, la vocazione che ogni persona ha, indipendentemente dal fatto che abbia fede oppure no; una chiamata che, nella tradizione cristiana, viene descritta con il seguente versetto tratto dalla Bibbia, precisamente dal Libro della Genesi:

“Dio pose l’essere umano nel giardino, perché lo coltivasse e lo custodisse” (Gen 2,15)

Questo è il grande compito che ogni uomo e ogni donna sono chiamati a concretizzare: coltivare il giardino in cui sono stati messi.

Due sono i possibili giardini in cui noi siamo stati posti:

Innanzitutto noi stessi, la nostra persona, fatta di Corpo e Mente e Spirito. Il secondo giardino è la nostra quotidianità, fatta di luoghi che abitiamo, relazioni che viviamo, vicende che affrontiamo.

Noi stessi e la nostra quotidianità possono diventare o un inferno oppure un paradiso, a seconda di come decidiamo di custodirli e coltivarli.

Trovare il giusto rapporto tra tempo e spazio contribuisce a tutto ciò.

 

2.0 TEMPO: Kronos o Kairos

Nella mitologia greca Kronos è il padre crudele del tempo, colui che divora i suoi figli, che ha paura del futuro. È il tempo misurabile, quello che fugge sempre e che non basta mai.

Kairos invece è il dio buono, colui che permette di cogliere il tempo giusto, l’opportunità. È la capacità di vivere con leggerezza e forza l’attimo presente quanto si manifesta.

 

3.0 San Benedetto e la tradizione monastica: dal Kronos al Kairos

 “L’ozio è nemico dell’anima, perciò i fratelli in determinate ore devono occuparsi nel lavoro manuale, in altre ore, invece, devono dedicarsi alla “lectio divina”.” RB. 48

Ciò che ci può aiutare a non subire il tempo è la nostra capacità di darci un ritmo.

Nella tradizione monastica il ritmo è dato dal famoso motto benedettino:

Ora et Lege et Labora. (Prega e Studia e Lavora)

In questo slogan, la parola più importante è “et”: cioè, tieni assieme, in armonia, in equilibrio queste tre dimensioni della persona: Spirito, Mente, Corpo.

Proviamo ora ad approfondire sinteticamente questo ritmo di vita:

 

3.1 ORA: Spiritualità

Per Spiritualità intendiamo la capacità di abitare le domande di senso, inteso come direzione e significato alla nostra esistenza.

Nella sua Regola, nel Prologo 14, San Benedetto pone una domanda:

“Quando poi il Signore cerca il suo operaio tra la folla, insiste dicendo:

Chi è l’uomo che vuole la vita
e arde dal desiderio di vedere giorni felici?”.
Se a queste parole tu risponderai: Io…”

È la grande domanda di felicità e di pienezza di vita che attraversa ogni uomo e ogni donna, in tutti i tempi e in tutte le latitudini.

È tempo forse per noi occidentali, di tornare a farci le grandi domande: oltre ad essere massimizzatori di utilità siamo anche profondi ricercatori di senso!

 

3.2 LEGE: Studiare, informarsi

È decisivo nutrirsi di parole belle, buone, vere in quanto noi diventiamo le parole che ascoltiamo e che diciamo.

La nostra mente funziona un po’ come il nostro corpo: se ci cibiamo di cibi tossici, ci intossichiamo; se ci alimentiamo con parole tossiche, intasiamo la nostra mente e il nostro spirito.

È necessario quindi porre molta attenzione al tipo di linguaggio che costruiamo e utilizziamo nelle nostre relazioni quotidiane.

 

3.3 LABORA: mettere in pratica

“Ascolta, figlio mio, gli insegnamenti del maestro e apri docilmente il tuo cuore; accogli volentieri i consigli ispirati dal suo amore paterno e mettili in pratica con impegno” RB Prologo:

“Chiunque tu sia, dunque, che con sollecitudine e ardore ti dirigi verso la patria celeste, metti in pratica con l’aiuto di Cristo questa modestissima Regola, abbozzata come una semplice introduzione…” RB 73

All’inizio e alla fine della sua Regola, San Benedetto utilizza l’espressione “mettere in pratica”

A nulla servono le belle riflessioni, le belle organizzazioni, le procedure chiare scritte nei manuali, se poi il tutto non diventa vita concreta: azioni, atteggiamenti, scelte.

Un pensiero che non diventa azione è sterile, un’azione senza pensiero è vuota di senso.

 

CONCLUSIONE: IL TEMPO È SUPERIORE ALLO SPAZIO

In questo ultimo periodo, Papa Francesco ha dato un notevole contributo nel dare un particolare significato della relazione tra tempo e spazio, soprattutto con l’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, pubblicata il 24 novembre 2013.

EG 223. “Dare priorità al tempo significa occuparsi di iniziare processi più che di possedere spazi.

Il tempo ordina gli spazi, li illumina e li trasforma in anelli di una catena in costante crescita, senza retromarce. Si tratta di privilegiare le azioni che generano nuovi dinamismi nella società e coinvolgono altre persone e gruppi che le porteranno avanti, finché fruttifichino in importanti avvenimenti storici.

Senza ansietà, però con convinzioni chiare e tenaci.”

La Verità è un processo e non un possesso; se rimane un possesso diventa ideologia o idolatria.

Se entriamo nella logica del tempo superiore allo spazio, diveniamo consapevoli che stiamo camminando, connessi con noi stessi e interconnessi con le persone che incontriamo;

ogni cammino ha bisogno di perseveranza, determinazione, resilienza.

Solo così le nostre singole scelte saranno utili alla coltivazione e custodia del giardino in cui siamo stati posti.

(RI)GENERIAMO: laboratorio di economia civile

Dal 19 al 21 giugno, presso la sede della SEC, abbiamo organizzato il secondo laboratorio di economia civile rivolto ai nostri store leader, ai referenti dei servizi interni e ad alcuni amici esterni che condividono con noi progetti e percorsi di innovazione sociale. Tre giorni per conoscere, confrontarsi, elaborare all’insegna dell’economica civile. Perché se non è civile, non è economia!

Weekend di festa a Codevilla: partecipa anche Leroy Merlin!

Mettiti in gioco! Leroy Merlin lo fa!
Codevilla. Weekend del 9 giugno.


Ai pendii delle verdi colline dell’Oltrepò, per il secondo anno consecutivo, un weekend di festa per grandi e piccoli con l’iniziativa “Mettiti in gioco!”
Anche Leroy Merlin tra i protagonisti. L’evento patrocinato dall’Associazione “Mettiti in gioco APS”, punto di ritrovo per i giovani e i meno giovani della zona, ha saputo coinvolgere diverse realtà territoriali e di certo non poteva mancare il nostro negozio di Torrazza Coste.
Dalla mattinata sino al tardo pomeriggio, per coinvolgere grandi e piccoli in tante attività ludiche e ricreative. Per riscoprire insieme il gioco all’aria aperta e sperimentare attività sportive ed il fai da te.
Per il fai da te non poteva mancare il nostro negozio con due corsi. Uno dedicato ai più grandi: come realizzare un orto verticale. I nostri colleghi Riccardo ed Alessandro hanno illustrato come poter creare con dei semplici pallet, qualche pianta aromatica e tanta inventiva un angolo di verde originale per i nostri giardini e terrazzi.  Sara, Giulia e Vania hanno saputo coinvolgere i più piccoli seminando fiori colorati e piantine in vasi che i nostri piccoli amici hanno potuto portare nelle loro case.

Possiamo infine dire che anche questo weekend alternativo rientra appieno nel nostro progetto “Bricolage del Cuore”. Leroy Merlin diventa attore protagonista capace di farsi coinvolgere non solo in attività ricreative ma anche di volontariato, come quest’anno, durante il quale, collaborando con genitori e bambini, ci siamo impegnati in piccoli e grandi lavori di tinteggiatura e ristrutturazione per poter abbellire la scuola elementare di Torrazza Coste. I nostri colleghi hanno partecipato con entusiasmo e volontà per poter ancora una volta dire: Leroy Merlin Torrazza Coste sempre in prima fila con spirito di solidarietà e gioia di fare!!

Il materiale realizzato (pallet-orto verticale) e accessori sono stati devoluti alla scuola elementare delle Suore Benedettine.

Consumo critico, ecologia urbana ed… Empori Fai da Noi

Intervista ad Antonina Lauretta di Leroy Merlin di San Giovanni Lupatoto e Riccardo Fella di Piazza Grande Onlus, che, in collaborazione con Last Minute Market Srl – Impresa Sociale, presentano il progetto di Leroy Merlin Italia “Empori Fai Da Noi” all’interno della trasmissione “KmZero – riflessione a filiera corta sull’alimentazione sostenibile, consumo critico ed ecologia urbana” un programma condotto e curato da Jonathan Ferramola su Città del Capo Radio Metropolitana di Bologna.